Italia allo sbando - di Antonio Rossini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1389796187.jpgSiamo allo sbando più completo, molto oltre di quanto potesse accadere.

Non si capisce nulla e siamo sicuri che anche “loro” non ci capiscano più niente.

L’impressione è che parliamo di poveracci incapaci di poter andare oltre la confusione che mettono in campo ogni giorno.

Stiamo ormai da tempo parlando di una classe politica di parassiti che non si è mai impegnata a studiare la politica, i fenomeni sociali, i mutamenti, i bisogni della popolazione, l’amministrazione.

Sono rimasti i portaborse dei cosiddetti grandi nomi della politica del dopoguerra, quella che arruffava, spartiva, mangiava accumulando debito su debito facendo vivacchiare tutti.

Questi non sono buoni neppure a fare bene il gioco delle tre carte.

Nello stesso governo ogni ministro dice la sua, non per dialettica ma per affermare il contrario del collega con il quale ha deciso, nella riunione di governo.

Siamo allo sbando.

Il vecchio figlio della politica Renzi fa credere di avere la bacchetta magica con la quale mettere a posto questa barca ormai nell’abisso. Si illude di tentare di poterla almeno far galleggiare senza farla muovere, così come si è fatto con la nave Concordia.

Renzi è solo un arrivista destinato, dalla famiglia e dai potenti citati sui grandi quotidiani, a creare scompiglio per instaurarsi.

Il bene del popolo non importa a nessuno, gli interessi sono altri. Renzi sogna già il governo, il semestre Europeo e tanto altro.

Non è il messia. Sono bastati pochi movimenti e qualche battuta per creare dissapori, disfunzione e dimissioni nel governo e nel suo stesso partito (che non sono finite tanto da pensare a rimpasti).

Renzi è forte del consenso di persone non appartenenti al suo partito che lo hanno votato segretario del PD per strada. Un segretario di partito deve essere forte all’interno del suo partito politico e conquistare la gente di strada.

Per il governo, prendete ad esempio quanto accaduto sulla trattenuta da fare o meno sugli stipendi dei Professori.

La mano destra non sapeva cosa faceva e diceva la sinistra.

Il ministro dell’Economia messo alla berlina dai suoi stessi colleghi di governo, non dalle opposizioni. Ministro che più volte è cascato sui conti e sulle cifre, immaginarsi se qualcuno può credergli quando parla di diminuzione delle imposte e delle tasse.

A smentirlo un altro ministro a Porta a Porta e i provvedimenti del governo che vanno dall’altro lato, cioè quello degli aumenti (e stiamo parlando delle imposte su questa benedetta o maledetta prima casa).

Da questo gennaio 2014 non si sa bene cosa dovrà capitare a quei poveri disgraziati ed alle loro famiglie che con il sacrificio di una vita si sono fatti una casa facendo ingrassare le banche con i tassi di interesse legalusurai, altro che agevolati.

Famiglie giustiziate da uno stato che sa colpire solo chi produce, chi paga, chi prende uno stipendio o una pensione. Uno stato incapace di colpire altro.

Ci chiediamo dove mai finiscono i tantissimi soldi che gonfiano le casse dello stato quotidianamente. Dovremmo stare meglio della Svizzera. Perché siamo invece quello che siamo?

Pensate che un cittadino che lavora fa a metà con lo stato del proprio stipendio e i pensionati pagano ancora imposte e finiranno solo alla morte. Perché tutto questo?

Perché questi poveracci che si illudono di governarci, questi abusivi che stravivacchiano, sono tutti presi dal mantenere questo stato regime in Italia. Parlano da oltre un decennio di legge elettorale, come se questo fosse il problema dei problemi. Finito per loro il caso Berlusconi e il conflitto di interessi, che neppure i comunisti hanno voluto affrontare, perdono tempo con il cambiamento della legge elettorale che nessuno vuole.

Basta con le chiacchiere per incantare i serpenti e non affrontare i problemi reali.

La disoccupazione e il lavoro invece sono l’unico argomento da affrontare in concomitanza della forsennata spesa pubblica. Neppure i dati sono esatti e vengono manipolati a seconda dei casi. Le cifre che vengono sbandierate subiscono artificiosi movimenti. Esistono cifre riguardanti la disoccupazione per i giovani, però da questa a quella età; le cifre dei disoccupati; le cifre di chi non ha mai lavorato, chi è stato licenziato, chi è in cassa integrazione, chi è in mobilità, chi è esodato, chi è precario.

La disoccupazione è una, e ne fanno parte tutte le persone che non lavorano. Allora si deve dire che la disoccupazione è pari al 50%. Poi si possono fare le classifiche e tenere conto che chi lavora due ore al giorno o dieci ore la settimana non può essere considerato un occupato, perché ha bisogno ancora del latte della madre.

Manca la serietà, l’onestà d’intenti, siamo alle comiche, alle pagliacciate, alle farse che buon per loro non finiscono ancora tutte in tragedia.

Dobbiamo ridurre almeno dell’80% la spesa pubblica e si può, mandando a casa l’esercito dei parassiti che dal dopoguerra mangia sulle spalle del popolo e non mi riferisco alla sola Camera, Senato, Regioni, Province, Comuni, Circoscrizioni dove si fa a gara per assicurarsi un reddito, andare a riscuotere ottimi stipendi in ciascun organismo. Parliamo anche degli Enti fantasma, del sottobosco, del sottogoverno dove un altro esercito di parassiti mangia e fa mangiare.

Dove sono i sindacati, me lo chiedo da moltissimo tempo. Io li ho visti sempre operativi nel mantenere la loro presenza politica, i permessi sindacali, i distacchi e le entrate che non sono tenuti a contabilizzare e rendere pubbliche. Hanno sputato sul fascismo, ma fecero la corsa per dividersi il bottino lasciato dai sindacati fascisti, o lo avete dimenticato. Io ricordo perfettamente quanto avvenne, nei recentissimi anni ‘80 a nessuno facevano schifo i soldi lasciati dai sindacati fascisti. E mi chiedo, se questi erano uno dei mali assoluti, come mai hanno lasciato anziché prendere?

Cosa lasceranno invece gli attuali sindacati?

Dobbiamo risponderci da soli e ricordare che oltre a non lasciare niente, dimenticarono di versare quello che presero per altri motivi. Il 10 giugno 1982 (giovedì), il Secolo d’Italia fece una domanda alla triplice sindacale: dove sono andati a finire i fondi dei lavoratori destinati ai terremotati?

Cercate quest’articolo che i padroni non vollero fosse affisso nelle bacheche sindacali ad opera della Cisnal. Alcune bacheche furono divelte in alcune fabbriche per rappresaglia anonima all’articolo.

Cgil, Cisl e Uil raccolsero nei luoghi di lavoro più di 47miliardi per “soccorrere” le popolazioni colpite dal sisma in Campania e Basilicata. “42 miliardi, disse l’articolista (1982), starebbero ancora in banca dove fruttano e gli altri sarebbero andati ad una cooperativa di assicurazione ed a consulenze”.

Sicuramente tutto si mise a posto e ne siamo convintissimi. Un disguido che può capitare a chiunque. L’articolista comunque conclude auspicando in una smentita nel caso qualcuno avesse letto il Secolo d’Italia del 10 giugno 1982.

Solo un esempio di come sono andate sempre le cose su tutti i fronti in questa nostra Italia.

Non è cambiato nulla nel sistema che regge la nostra Nazione e il mondo del dopoguerra creato dai vincitori.

Restando sulla pagina del Secolo d’Italia del 10/6/1982 (n.123) si parla di una grande battaglia aerea siro-israeliana; il governo prepara la nuova stangata; il carisma del Papa per recuperare…; vignetta: aumenti tornano alla carica; ossigeno alle aziende in crisi… non vi sembra la pagina del giornale di domani.

Quando diventeremo nuovamente popolo. Siamo allo sbando più completo. Cosa aspettiamo.

Le famiglie si reggono sui genitori pensionati e/o anziani, altro che “il vecchietto dove lo metto non si sa”. I figli rientrano nelle case dei genitori con moglie/marito e figli a seguito. Si stanno utilizzando i risparmi per garantire la vivibilità ai nipoti.

Il lavoro e l’occupazione sono l’argomento più importante da risolvere altro che pensare a Marte. Il fascismo era riuscito a superare brillantemente la crisi del 1929 con grande meraviglia degli stessi vertici mondiali e americani in particolare che inviarono l’alta loro finanza ad osservare e rendersene conto. Il male assoluto, reagì e aumentò la prosperità storicamente visibile senza tema di smentite. Peppino Stalin invece in momenti di magra tassò i Russi facendosi dare un uovo al giorno per ogni gallina che possedevano, come se le galline potessero fare più di un uovo al giorno.

Occorre una seria presa di posizione, uno sconvolgimento totale, un recupero dei valori persi primi fra tutti l’onestà, la capacità, l’umiltà, l’azione, l’intraprendenza, la competenza e il rispetto degli altri.

Possiamo ritirare immediatamente tutte le forze militari che operano oltre la Nazione; ridurre del 70% le entrate di ogni politico di ogni ordine e grado; eliminare a tutti i livelli gli appannaggi, le pensioni che si moltiplicano, gli assegni di mantenimento ai politici in pensione; abrogare e mandare a casa i senatori a vita, eliminare i privilegi agli ex presidenti della camera fra l’altro manco più parlamentari (salvo Casini ripescato), eliminare i gettoni di presenza nelle commissioni di ogni ordine e grado, eliminare i doppi e tripli incarichi pagati, consulenze e presidenze fasulle. Riordino della magistratura, professori universitari e baronato, libere docenze, casta notariato, casta farmaceutica, riforma delle Polizie (infinite), delle Forze Armate, della scuola, del fisco, delle Banche, delle Assicurazioni e tanto altro ancora inutile da elencare. Sfruttamento e accelerazione a beneficio dello Stato dell’Agricoltura e del Turismo.

Il cambiamento e la fine dei feudi politici, potrebbe iniziare adottando una bella legge elettorale che in premessa dicesse: chiunque abbia fatto parte con partiti dell’arco costituzionale (attualmente tutti), di assemblee elettive di ogni ordine e grado anche una sola volta a qualsiasi titolo, non è più candidabile.

Caro Renzi, questo è il cambiamento, la rottamazione sino a te compreso e tutti a casa. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22880#sthash.oRNDkSy1.dpuf

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post