Islanda verso lo stop all’emissione dei bond sovrani
La prima emissione obbligazionaria in euro dei bond governativi islandesi dal 2006 a oggi rischia ora di slittare a seguito della clamorosa decisione del presidente di chiedere una revisione dell’accordo su Icesave. Lo scrive l’agenzia Bloomberg citando un’intervista rilasciata ieri dal ministro delle finanze Steingrimur Sigfusson a Reykjavik. “Dobbiamo ovviamente fermarci per valutare la nostra posizione e capire cosa succederà nei prossimi giorni nelle 5-6 settimane seguenti” ha affermato il ministro.
Chiamata a risarcire i correntisti britannici e olandesi delle sue banche private fallite con la grande crisi del 2008, l’Islanda aveva inizialmente raggiunto un accordo con Londra e l’Aja per ripianare la propria posizione. Un successivo referendum svoltosi nel marzo 2010, tuttavia, aveva respinto categoricamente questa ipotesi (93% di No…) costringendo il governo a riformulare il piano. L’attuale versione del programma di rientro, che costerebbe un terzo rispetto a quanto inizialmente programmato, è stata bloccata ieri dal veto del presidente che ha chiesto, nell’occasione, un nuovo referendum.
Lo stop all’emissione obbligazionaria congela per il momento le speranze del governo di piazzare sul mercato oltre 700 milioni di euro di titoli statali accelerando quel processo di ristrutturazione del credito che aveva consentito all’Islanda di risalire la china proprio quando in Europa, dalla Grecia all’Irlanda, aveva cominciato a soffiare il vento della crisi dei debiti sovrani. Nell’ultimo mese il costo dell’assicurazione contro il rischio default del Paese era sceso per la prima volta al di sotto del livello registrato in Spagna.( Fonte: www.valori.it)