" Imprenditori svizzeri primi nel Sud Italia" di Mauro Spignesi

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://media.caffe.ch/media/2011/03/9207_17_medium.jpgC’è chi ha rilevato un negozio. E chi ha messo su una impresa edile. O chi s’è inventato un business nel campo dell’energia alternativa. Oppure chi, ancora, ha riscattato e riposizionato sul mercato antiche cantine e oggi commercializza vino in tutte le parti del mondo. Affascina ancora, poi, il turismo, in particolare la gestione dei grandi e antichi alberghi in zone di mare o nelle città d’arte. Poi c’è chi come Monika e Roli, coppia nella vita e nel lavoro, ad esempio, va in giro in bici insieme ai turisti lungo il Gargano. Come loro altri 3.869 svizzeri fanno business in Puglia, la regione dove è registrato il maggior numero di imprenditori elvetici in Italia. Lo rivela uno studio della “Fondazione Leone Moressa”, che ogni anno va a monitorare le banche dati delle Camere di commercio. Dalle tabelle, sorprendentemente, risulta che gli svizzeri sono primi, oltre che in Puglia, anche in Abruzzo, Basilicata e Molise, mentre sono al secondo posto in Campania e Friuli e al terzo in Veneto, Calabria, Marche, Sicilia e Trentino.

Una presenza dunque particolarmente importante, visto che le ditte straniere in Italia nell’ultimo biennio sono cresciute del 9,2 per cento superando di gran lunga quelle gestite direttamente da italiani hanno avuto una contrazione, per effetto della crisi dei mercati internazionali, del meno 1,2 per cento.

“C’è tuttavia una avvertenza da fare: i manager registrati su Infocamere, la grande banca dati che raccoglie i numeri delle 105 Camere di Commercio e delle loro 300 sedi distaccate, sono nati in Svizzera. Quindi potrebbero anche essere figli di emigrati che sono rientrati in Italia”, spiega Valeria Benvenuti della “Fondazione Leone Moressa”. Resta tuttavia il grande numero. In Basilicata gli svizzeri con una ditta sono ad esempio 691. Tanti. Diffusi con una certa uniformità anche nelle zone di confine, come il Nord ovest italiano. “Evidentemente - dicono ancora al centro di Mestre - è rimasto il senso degli affari, la voglia di fare impresa che gli svizzeri arrivati in Italia si sono portati dietro”. Con tenacia.

A guardare la geografia, la sorpresa arriva dal sud, dove dalle statistiche dovrebbe vivere soltanto una minoranza dei 48 mila cittadini con passaporto rossocrociato che risiedono in Italia (su 700 mila all’estero). Se è così hanno appunto tutti un grande senso del business. Un altro caso giunge dalla Sardegna, dove uno storico marchio ticinese, il Caffè Graffina, nato a Chiasso nel 1920, ha da molti anni la sua sede. “Il Ticino resta nel cuore, e periodicamente rientro a Vacallo, il mio paese d’origine”, spiega l’imprenditore Casimiro Mombelli, studi al Papio di Ascona, titolare della ditta di torrefazione che ha preso in mano lo stabilimento a Cagliari a pochi passi dal porto: “Tanti hanno investito in Italia, dove tuttavia devi combattere con tasse e burocrazia, problemi che in Svizzera sono molto meno pressanti”.

Da Infocamere, tuttavia, viene fuori che le zone industriali di Milano (dove a prevalere sono gli egiziani), Roma e Torino, sono quelle con il più alto indice di presenza di imprenditori stranieri, “che evidentemente – dicono sempre al centro studi di Mestre – hanno maggiore flessibilità e sono riusciti meglio degli italiani ad adattarsi alla crisi che abbiamo attraversato. E anche quest’anno pensiamo si possa chiudere con segno positivo”.

Gli imprenditori stranieri in Italia aprono soprattutto negozi, o comunque lavorano nel settore commerciale. A seguire l’edilizia, la manifattura, il turismo. Pochi nelle attività finanziarie e assicurative, tradizionali settori dove gli svizzeri si distinguono. E tuttavia a Milano e Roma in molti istituti di credito i manager hanno il passaporto rossocrociato. ( Fonte: www.caffe.ch)

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