Impianti, Fiat rassicura: non c'è un piano di chiusura degli stabilimenti in Italia
C'è anche un fatto al di là delle parole: l'annuncio alle rsa di Mirafiori della richiesta della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione in vista della produzione dei nuovi modelli. Un primo passo concreto, sottolinea la Fim torinese, verso la realizzazione dell'investimento. Punto di partenza della polemica, alla vigilia delle giornate per la stampa al Salone dell'Auto di Ginevra, sono le parole di Marchionne che, in un'intervista di qualche giorno fa al Corriere della Sera, alla domanda su cosa accadrebbe se non funzionassero le esportazioni verso gli Usa risponde: «tutti gli stabilimenti staranno al loro posto, abbiamo tutto per riuscire a cogliere l'opportunità di lavorare in modo competitivo anche per gli Stati Uniti, ma se non accadesse dovremmo ritirarci da due siti dei cinque attuali». Qualche giornale indica come fabbriche a rischio Mirafiori e Pomigliano, e a ritornare sulla questione è, in particolare, il sito Affaritaliani.it, che pubblica una tabella sulle future produzioni della Fiat in Italia e ipotizza un piano per la chiusura dei due stabilimenti. «Tale tabella – replica il Lingotto – non riflette in alcun modo né i piani, né le intenzioni di Fiat. Lo stabilimento di Pomigliano produce da circa quattro mesi la Nuova Panda, vettura di punta del marchio Fiat» e al quinto posto nella classifica dell'auto dell'anno 2012, vinta a Ginevra dalla Opel Ampera, seguita dalla Volkswagen Up.
«Per Mirafiori – ricorda ancora la casa torinese – il piano, stabilito e annunciato, prevede la produzione di due modelli: una vettura del brand Fiat a partire da fine 2013 e una del brand Jeep a partire dal secondo trimestre 2014». Il Lingotto aggiunge che «si riserva ogni opportuna iniziativa di tutela in merito a illeciti connessi alla diffusione di notizie o documenti falsi».
Già prima della nota del Lingotto Fim, Uilm, Fismic e Ugl buttano acqua sul fuoco: quello che contano, dicono, sono gli accordi e gli impegni assunti. Diverso il tono dei leader della Cgil, Susanna Camusso e della Fiom, Maurizio Landini, che chiedono al governo l'apertura di un tavolo di confronto.
Marchionne, che a Bruxelles incontra i commissari Ue su energia e clima, tornerà su tutte le questioni nell'incontro con la stampa oggi a Ginevra, dove è atteso il debutto della 500 large, alla presenza del leader serbo Boris Tadic. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Amalia Angotti
Autore: Amalia Angotti
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