" Il credito alle famiglie e i poteri del prefetto " di Franco Pustorino
Il problema della erogazione del credito alle imprese e alle famiglie è un problema fondamentale per la crescita del nostro Paese. Certo, in una economia di libero mercato la erogazione del credito, in via generale, non può essere imposta per legge. Diverso è, però, il caso in cui la Bce ha erogato alle banche somme rilevanti da restituire con l'interesse dell'1%. In questo caso, ovviamente, non può essere consentito alle banche beneficiarie di acquistare con gli euro ricevuti dalla Bce a tasso più che agevolato, titoli di Stato o erogare il credito a tassi del 7-8% o addirittura negarlo senza adeguata motivazione. Di questo problema ci si è resi conto e il PdL ha presentato un emendamento già approvato in Commissione industria al Senato, al decreto legge n. 29 del 24 marzo 2012 e al decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011. Dalla Commissione il testo passerà tra qualche giorno all'esame del Senato. In termini che appaiono assolutamente estemporanei vien attribuita ai prefetti una competenza che è fuori dalle regole. È previsto, infatti, che le imprese potranno rivolgersi al prefetto per «segnalare problemi di mancata erogazione del credito senza adeguata giustificazione» da parte delle banche. Il prefetto – investito del problema – dovrà inviare alla banca un invito a «fornire una risposta argomentata sulla meritevolezza o meno della chiesta erogazione». Se la banca interpellata non darà risposta alla richiesta del prefetto, la pratica sarà trasferita alla competenza di un arbitro bancario-finanziario che dovrà decidere la controversia relativa alla chiesta erogazione di credito non oltre trenta giorni dalla avvenuta segnalazione da parte del prefetto. A questo punto la decisione dell'arbitro diverrà irreversibile. Una procedura, macchinosa, farraginosa, di non breve durata e di esito assolutamente incerto. Sarebbe stato molto meglio fissare dei criteri piuttosto rigidi e le relative condizioni per la erogazione del credito nonché determinare la quota del credito ricevuto dalle banche con l'interesse dell'uno per cento da destinare alla erogazione dello stesso. Mi rendo conto che questo va contro le regole di una libera economia di mercato ma in una situazione di grave emergenza può essere a tempo prefissato considerato accettabile nella misura in cui va applicato. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)