Il caro-benzina riempie le casse dello Stato

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://images.virgilio.it/sg/economia2009/upload/car/caro-benzina.jpgI prezzi del petrolio soffiano sul fuoco della bolletta energetica italiana.

Nonostante il calo dei consumi dovuto alla crisi economica, nel 2011 il costo pagato dal nostro Paese per approvvigionarsi di energia all'estero è stato di 61,9 miliardi, quasi 9 miliardi in più rispetto al 2010, con un peso sul Pil di quasi il 4%.

Ma il peggio sembra dover ancora arrivare. Secondo le stime dell'Unione petrolifera, il 2012 potrebbe infatti segnare un ulteriore incremento, con una fattura record di 65,3 miliardi, praticamente oltre tre manovre "Salva-Italia".

Per quanto riguarda la sola bolletta petrolifera, l'Unione petrolifera calcola per il 2011 una fattura pari a 34,9 miliardi di euro (6,5 miliardi in più rispetto al 2010), con un impatto del 2,2% sul Pil.

Si tratta, precisa l'associazione dei petrolieri, «del maggior esborso dell'ultimo decennio, che supera anche il livello del 2008, pari a 32,5 miliardi», quando il petrolio toccò il record di oltre i 140 dollari.

Per il 2012, la fattura petrolifera potrebbe invece oscillare tra i 33,6 e i 43,4 miliardi di euro, nel caso di consumi analoghi a quelli del 2011 e con un intervallo dei prezzi del petrolio compreso tra i 100 e i 120 dollari al barile.

Cifre spaventose per l'impatto sui conti delle aziende e dell'economia italiana, alle quali fanno però da contrappeso quelle sugli introiti generati per lo Stato dal gettito fiscale sui carburanti.

Con i continui ritocchi imposti da decreti e manovre, le entrate derivanti da Iva e accise su benzina, gasolio e altri oli minerali (gasolio riscaldamento, lubrificanti, bitume ecc...) sono salite nel 2011 a ben 37,25 miliardi, in aumento del 6,3% rispetto al 2010. Secondo i calcoli dell'Up, l'aumento è stato del 3% per le accise (+700 milioni a 24 miliardi) e del 12,8% per l'Iva (+1,5 miliardi a 13,25 miliardi).

Gli effetti degli aggravi fiscali sono evidenti nei prezzi al consumo. Con «ben 6 distinti interventi» (per il finanziamento in due tranche del fondo unico per lo spettacolo, per l'emergenza immigrati, con l'aumento dell'Iva al 21%, per l'emergenza alluvione ed infine con la manovra Monti), l'effetto, nota l'Up, è stato pari a oltre 18,2 centesimi di euro al litro per la benzina e 21,8 per il gasolio.

Il peso del fisco è così arrivato al 60% del prezzo della verde e al 53% di quello del diesel.

Intanto, la più grande multinazionale dell'energia tedesca, E.on, intende tagliare a livello internazionale 11mila posti di lavoro su un totale di circa 80mila, seimila dei quali in Germania.

Lo ha confermato un portavoce della compagnia al quotidiano Rheinische Post. E.on si trova in difficoltà per l'abbandono del nucleare deciso dal governo della cancelliera Angela Merkel dopo la tragedia di Fukushima.

A contribuire all'indebolimento anche un arretramento nel mercato del gas.

«Non è ancora possibile precisare quanti posti di lavoro saranno ridotti con quale strumento», ha aggiunto il portavoce a proposito dei tagli in Germania.

Secondo il Rheinische Post circa 3000 lavoratori locali saranno messi in prepensionamento, 2500 verranno spostati in un'altra società del gruppo mentre cinquecento posti saranno ridotti con la scadenza di contratti a tempo determinato, che non verranno rinnovati.

Insomma, un'altra botta per quanto riguarda il luivello occupazionale, in un momento di crisi acuta e ancora senza una via d'uscita concreta e percorribile.

( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

Autore: Ludovico Carrabba

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Spesso si leggono inviti a non comprare carburante per i veicoli per almeno due giorni …<br /> Mi chiedo: a cosa serve? Se poi dopo due giorni andiamo regolarmente a fare il pieno che non avevamo fatto nei due giorni precedenti.<br /> Quindi propongo e sono certo che un giusto passaparola avrà un reale effetto, anziché non comprare il carburante, fermiamo le automobili e muoviamoci con mezzi alternativi (se necessario), o meglio<br /> ancora muoviamoci a piedi o con la bicicletta … Si avete capito bene, non dobbiamo mettere in moto la nostra propria automobile per almeno tre giorni di seguito, e poi nei restanti giorni dell’anno<br /> limitarne l’uso di almeno il 30%. Siatene certi che il danno sarà notevole, se in un giorno si fermano in Italia almeno dieci milioni di autovetture, per le società petrolifere ci sarà un mancato<br /> introito e una perdita pari ad almeno cento milioni di euro, credete che inizieranno a capire la lezione? Evitare di circolare, significa anche evitare di percorrere l’autostrada, bene anche per la<br /> società autostrade italiane sarà una notevole perdita …. Ecc. ecc.<br /> Risultato, noi avremmo sicuramente risparmiato qualche euro, loro dovrebbero riflettere un po’ sugli assurdi aumenti.<br /> Cosa fare:<br /> 1. Usare la propria autovettura solo in caso di estrema necessità e se non esistono mezzi alternativi;<br /> 2. Se si è costretti a muoverci per lavoro e non è possibile usare il mezzo pubblico, aggregare e viaggiare più utenti con lo stesso mezzo;<br /> 3. Limitare l’uso ai nostri propri figli, che spesso più che un uso ne fanno abuso nell’utilizzo, passeggiano e gironzolano senza una vera meta (questo succede soprattutto al Sud, io abito in<br /> provincia di CT quindi lo dico con cognizione di causa);<br /> 4. Fare circolare questo messaggio, magari formulando un sms più sintetico, e farlo girare fra gli amici, nel giro di qualche settimana forse riusciamo a coprire l’intero territorio italiano.<br /> 5. Stabilire tre giorni, ad esempio io propongo già per i giorni 1, 2, 3 febbraio, ma non dimentichiamoci di limitare in ogni caso sempre l’uso della nostra propria autovettura, (risparmio<br /> garantito e meno tasse versate per l’acquisto dei carburanti, per il pedaggio dell’autostrada e forse anche qualche multa in meno).<br /> Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici, diamoci da fare…<br /> Grazie per l’attenzione spero nel mio piccolo di poter dare un utile contributo.<br /> <br /> ALFIO PAPA<br /> sms da inviare: Combattere l’aumento del carburante, non usare assolutamente l’autovettura nei giorni 1, 2, 3 febbraio o limitarne l’uso. Usare mezzi alternativi, passaparola.<br /> Giratela ognuno ad almeno 10 contatti
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