Il ‘ buco’ della Deutsche Bank

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.rinascita.eu/mktumb640a.php?image=1365699457.jpgLa più grande banca tedesca avrebbe tenuto nascoste perdite fra i 4 e i 12 miliardi di dollari su contratti derivati complessi nel pieno della crisi finanziaria globale fra il 2007 e il 2009. Questa l’accusa, al vaglio della Bundesbank, lanciata da tre ex dirigenti del maggiore istituto bancario tedesco.
L’inchiesta, rivelata dal «Financial Times», fa seguito a un’indagine avviata alla fine dello scorso anno dalla Securities and Exchange Commission, l’organo di vigilanza sui mercati degli Stati Uniti. Secondo l’Ft, una missione di funzionari della Bundesbank avrebbe in programma incontri a New York in questa settimana per approfondire la vicenda.
Questa storia della Deutsche Bank anche se ne sono ancora avvolti nel mistero i risvolti (come peraltro accade in Italia al Monte dei Paschi di Siena, la cui inchiesta giudiziaria è stata diligentemente avvolta in una spessa coltre di nebbia, resta molto significativa.
Il punto è questo: Deutsche Bank avrebbe nascosto tutto per non dovere umiliarsi alla richiesta di aiuti statali: Se così è, secondo la dottrina germanica elargita dalla Merkel e fatta valere per Cipro, le banche non devono più essere salvate dagli Stati, bensì dalle proprietà, dagli obbligazionisti e financo dai correntisti.
Ricordiamoci dunque che fin qui le banche tedesche hanno raccolto capitali pagando un tasso inferiore agli altri, o pagando niente, essendo questo il prodotto di un sistema nel quale si è fatto credere che altrove i soldi avrebbero corso maggiori rischi.
Se ora si scopre che ciò era frutto di un falso, è bastevole chiederne conto a una banca, o non coinvolge due o tre anni d’indebiti vantaggi in capo a un Paese? E se il buco va ripianato dagli azionisti, fra quelli c’è lo Stato tedesco. E qui va ricordato che se non ci si attaccasse ad un artificio contabile, sommando al debito pubblico tedesco anche quello della KfW (Kreditanstalt für Wiederaufbau, la loro Cassa depositi e prestiti), il rapporto con il pil andrebbe al 110%. Non solo molto vicino al nostro, ma con un debito aggregato (pubblico e privato) superiore al nostro e meno garantito dal patrimonio.
In conclusione pare lecito porsi alcune domande:
Perché la Germania ha sovvenzionato generosamente i cosiddetti Pigs e soprattutto con quali derivati? L’austerity si rivelerà una colossale lavanderia di denaro sporco e falso con denaro vero di imprese e famiglie vere?
Perché l’ indagine in corso non viene condotta dalla Bce e si lascia campo libero alla Banca Centrale Tedesca, dal momento che la prospettiva dovrebbe essere quella dell’unificazione dei controlli bancari?
Perché non si sa (abbastanza) che il fiscale compact (lo strumento che scambia aiuti finanziari con cessione di sovranità), che vige in tutta Europa , non vige invece in Germania dove il 1 marzo il parlamento tedesco lo ha bocciato?
Forse perché “la Germania è l’Europa” ed applica misure coercitive per acquisire sovranità su paesi che ha inquinato di derivati in passato. Derivati che ora, dopo lo scoppio della bolla finanziaria, si sostituisce con denaro e ricchezza reale dei paesi indebitati per la perdita di valore dei prodotti finanziari incamerati dal Nord Europa.
Fonte: www.rinascita.eu

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