HSBC, utili a 13,2 miliardi. Gulliver non si preoccupa del Nordafrica
HSBC Holdings PLC ha rivelato questa mattina una decisa crescita dei profitti, frutto di un calo dei prestiti “tossici” e del contemporaneo buon andamento nei mercati emergenti. Proprio in questi ultimi, infatti, l’istituto bancario inglese è fortemente presente. La più grande banca europea in termini di valore di mercato ha centrato così profitti netti, nel 2010, pari a 13,2 miliardi di dollari: un dato in netta crescita rispetto ai 5,83 miliardi dell’anno precedente, anche se inferiore rispetto alle aspettative degli analisti. I bad loans hanno lanciato la “volata”, diminuendo da 26,49 a 14,04 miliardi, tornando in tal modo al livello del 2006.
La performance migliore è stata quella della divisione Personal Financial Services, che include HSBC Finance Corp.: la stessa unità americana che, a causa dei mutui subprime, aveva incamerato un’enorme quantità di asset illiquidi nel corso della crisi finanziaria. E che oggi è invece tornata in attivo, per la prima volta da 5 anni, con ricavi pre-tassazione pari a 3,52 miliardi di dollari (contro una perdita di 2,07 miliardi registrata nel 2009).
Il nuovo amministratore delegato, Stuart Gulliver, ha spiegato che l’istituto di credito conta di pagare circa 600 milioni di dollari legati alla nuova imposta sui bilanci delle grandi banche introdotta nel Regno Unito. Un fatto che il manager ha definito «una curiosa conseguenza» dell’aver mantenuto a Londra il proprio quartier generale. Il membro del board di HSBC ha infine sottolineato come i mercati emergenti possano continuare a trainare il buon andamento delle banche “globali”, spiegando che le inquietudini di breve termine legate alle proteste nel Nord dell’Africa non dovrebbero causare particolari problemi. ( Fonte: www.valori.it)