Grecia, la crisi pesa ancora sul settore bancario

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

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La crisi della Grecia continua a pesare non solo sull’economia reale ma anche sui bilanci delle banche locali. L’incremento delle previsioni per gli asset tossici ha colpito ancora i profitti degli istituti di credito nel primo trimestre dell’anno. Così molte realtà, come ad esempio ATEbank, si sono mantenute in “rosso”. E colossi del settore come Eurobank sono riusciti a tornare in territorio positivo solo grazie al buon andamento delle operazioni effettuate all’estero.

 

Proprio EFG Eurobank costituisce un esempio chiaro delle condizioni dell’industria bancaria dell’economia “periferica” dell’Eurozona, schiacciata ormai da anni dal peso di un’enorme esposizione debitoria. Si tratta della seconda più importante banca del Paese, che ieri ha annunciato un margine di 74 milioni di euro. In buona parte, però, il saldo positivo è stato garantito dalla cessione della polacca Polbank a Raiffeinsen Bank, che ha consentito all’istituto di credito di intascare 230 milioni. Quello centrato - riferisce l’agenzia Reuters - è infatti un risultato superiore rispetto alle attese degli analisti, che avevano ipotizzato una perdita, sebbene contenuta, o al massimo un sostanziale pareggio di bilancio.

 

La banca pubblica ATEBank, unico gruppo greco a non aver superato gli stress test condotti a livello europeo nello scorso mese di luglio, ha registrato una perdita di 29,5 milioni di euro. D’altra parte il Paese sta affrontando un terzo anno consecutivo di recessione, nonché una vasta serie di misure d’austerità che l’esecutivo di Atene si è visto costretto ad introdurre per evitare il collasso dei conti pubblici. Conseguentemente, la crescita è sostanzialmente congelata, e i prestiti tossici per le banche non possono che aumentare. Nel caso di Eurobank, ad esempio, la quota dei bad loans è arhttp://www.valori.it/immagini_articoli/201105/greek-bank.jpgrivata ormai al 9,2%. ( Fonte: www.valori.it)

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