" Grecia: il fallimento ora è ufficiale" di Giancarlo Marcotti

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.altrenotizie.org/images/stories/2012-1/greciavignetta.jpgOccorreva la comunicazione ufficiale, ed è arrivata: l’ISDA (International Swap & Derivative Association) ha annunciato che l’aver fatto scattare le Cac (Clausole di Azione Collettiva) da parte della Repubblica Ellenica, e quindi, costringendo di fatto alcuni investitori ad accettare la sostituzione dei Titoli dello Stato greco in loro possesso con altri Bond di valore nominale decisamente inferiore (-53,5%), debba essere considerato un default.

 

Prima vogliamo essere pedissequamente precisi e poi traduciamo e parliamo di sostanza.

Allora il Consiglio direttivo EMEA dell’ISDA, interpellato sull’argomento si è espresso in modo inequivocabile, l’aver fatto scattare le Cac da parte della Repubblica Ellenica è un “Restructuring Credit Event” quindi dal 9 marzo scorso la Grecia può a tutti gli effetti considerarsi fallita.

Alla stessa conclusione era già pervenuta precedentemente anche l’Agenzia di rating Moody’s per la quale lo swap imposto anche a coloro che non lo avevano accettato deve essere considerato un “distressed exchange”.

Ora traduciamo, anche se effettivamente sembra già sufficientemente chiaro, in pratica quando una persona o una società o uno Stato fallisce? E’ chiaro, quando non è in grado di onorare i propri debiti.

Però se il creditore accetta volontariamente in cambio del proprio credito un qualcosa anche di valore inferiore, il fallimento viene evitato.

Invece se il creditore è costretto ad accettare qualcosa di valore inferiore è chiaro che non essendoci la volontarietà viene a mancare il presupposto essenziale e si deve quindi concludere inequivocabilmente che trattasi di un fallimento.

Sia l’ISDA che Moody’s, con due terminologie differenti, ma sostanzialmente coincidenti, dicono appunto questo, una parla di Ristrutturazione (in finanza questo termine significa riduzione) del credito vantato dagli investitori, l’altra di scambio non alla pari, e visto che in entrambi i casi ciò è imposto non ci possono essere discussioni, si tratta di fallimento.

Ed ora vediamo come è stato trattato l’argomento dai media nazionali ed internazionali.

“La Grecia è salva”, “I mercati tirano un sospiro di sollievo: evitato il default”, “Grande successo dello swap: ora possono arrivare gli aiuti europei” e cose di questo tipo.

Naturalmente nessuno di voi ha sentito la parola fallimento dai telegiornali nazionali, tutt’al più si è usato il termine default (il vocabolo straniero risulta sempre più edulcorato), ma soprattutto seguito dall’aggettivo “ordinato” e questa per me è una vera perla.

Vorrei infatti capire per una persona che incassa il 30% del proprio investimento cosa cambia se il default è “ordinato” o “disordinato”.

Ma soprattutto nessuno vi ha detto cosa ricevono in cambio i detentori di Bond greci, perché qui è proprio calato il silenzio assoluto, qui le bocche sono assolutamente cucite, altro che l’omertà mafiosa.

Ed allora ve lo dico io.

In cambio di 1.000 euro di bond greci, che magari scadevano domani o il mese prossimo l’investitore riceve la bellezza di:

150 euro suddivisi in due titoli a breve termine (scadenza 12/03/2013 e 12/03/2014) emessi da EFSF European Financial Stability Facility in pratica il fondo europeo cosiddetto salvastati.

E fin qui ancora tutto bene, e poi …

315 euro di valore nominale in 20 nuovi titoli emessi dalla Repubbica Ellenica con scadenze comprese tra il 2023 e il 2042 e cedole crescenti (cosiddetto step-up, ossia al 2% annuo tra il 2013 e il 2015, al 3% annuo tra il 2016 e il 2020, al 3,65% annuo nel 2021 e al 4,3% dal 2022 alla scadenza). Di fatto il capitale sarà rimborsato a cadenza annuale a partire dalla scadenza del primo titolo;

ora ditemi che schifezza di titoli sono questi, ditemi quanto possano valere dei titoli greci con tassi così bassi e con scadenze che vanno da 11 a 30 anni, dategli voi un prezzo a questa cosa qua.

Quindi se nominalmente vengono dati ai creditori 465 euro in cambio di 1.000 euro (quindi con una perdita immediata e irrimediabile di 535 euro, pari al 53,5% dei loro investimenti), nella realtà gli si dà molto di meno (proprio perché il valore effettivo dei titoli greci di nuova emissione sarà certamente molto inferiore a quello nominale).

Quanto perderanno di fatto gli investitori in Bond greci che abbiano accettato o meno lo swap?

Naturalmente lo sapremo quando verranno quotati i titoli dati in cambio, ma le previsioni più ottimistiche parlano di una perdita almeno pari al 70%!!!

E tanti saluti al salvataggio della Grecia.

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