" Governo, banche e spread: comincia la battaglia finale per la liquidità" di Umberto Cherubini

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.bnccredit.it/e107_images/custom/mlls017.jpgAll’inizio della crisi di agosto un amico bancario (e i bancari ne sanno più dei banchieri) mi diceva che la sua banca sarebbe entrata in crisi di liquidità quando lo spread BTP-Bund avrebbe toccato quota 450. Oggi ci siamo, e la battaglia per la liquidità entra nella sua fase finale. La battaglia è tra le banche e il governo e…un convitato di pietra. Le banche sono toccate dalla crisi dello spread soprattutto perché quando presentano titoli per avere accesso al credito dell’Eurosistema devono depositare titoli come garanzia, ed il valore del parco garanzie, composto soprattutto di titoli pubblici, sta crollando. Il fatto che questa rete di sicurezza si stia allentando riporta in primo piano il rischio di controparte che ha caratterizzato la crisi del 2008 fino al default Lehman. Che fare? Le banche possono solo scegliere tra: i) braccare i clienti al dettaglio e creare una base di funding solida che le tenga al riparo da quella all’ingrosso (l’interbancario), dove è più alto il rischio di contagio; ii) ridurre le proprie dimensioni, e cioè gli attivi e il credito all’economia. Il Governo italiano affronta due anni cruciali nei quali dovrà fronteggiare scadenze per più di 350 miliardi. Con questi prezzi, e con questi titoli, affacciarsi sul mercato è come entrare in acqua nel pieno di un uragano. Che fare? Anche qui un’alternativa è cercare nuovi canali di funding, che non possono essere tasse, perché il livello di tassazione tiene l’economia ingessata da anni: l’alternativa è la stessa delle banche, ed è il risparmiatore al dettaglio. Sembra che il Ministero dell’Economia stia studiando un prodotto che raggiunga direttamente le famiglie, aggirando i borsini delle banche, e utilizzando la rete. L’alternativa è tagliare le spese, ma una discussione organica di cosa deve essere privato e cosa deve essere pubblico in questo paese non si è ancora vista, da maggioranza e opposizione: ci vorrà ancora tempo, e le crisi di liquidità non danno tempo. Ecco il terreno di battaglia. Governo e banche alla caccia del cittadino investitore, o meglio del cittadino depositante. La sfida non è nuova, da molto tempo il sistema bancario per esempio denuncia la concorrenza dei depositi postali, che sono al passivo della Cassa Depositi e Prestiti. Ma ora è diverso, la battaglia per la liquidità è una sfida per la sopravvivenza. Come finirà? Uno spiazzamento dei depositi a favore di finanziamento al governo (la disintermediazione) potrebbe portare le banche a ridurre gli attivi e quindi i gettiti fiscali per le finanze pubbliche. Se invece vincono le banche, sarà il governo a dover anticipare i tagli di spese, e queste saranno lineari, e improvvisate, e alcune di queste freneranno la crescita. La battaglia per la liquidità quindi porta solo a vittorie di Pirro. Il vincitore finale sarà sempre il convitato di pietra…il governo tedesco, che a ogni cattiva notizia vede affluire fiumi di liquidità sui suoi titoli (flight to quality). Meglio la concertazione, e un tentativo di creare un mercato di prodotti omogenei, strutturati in modo che siano di elevata qualità, e quindi di basso costo. Il modo migliore realizzare questo standard di qualità è il sistema di garanzie. Il mondo bancario l’ha già percorso creando i covered bond (titoli garantiti dall’emittente e da una garanzia reale). Aspettiamo quindi un mercato di covered bond pubblici. ( Fonte: www.linkiesta.it)

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