Goldman Sachs promette tagli agli stipendi
Sembra che il colosso bancario americano Goldman Sachs abbia optato per una revisione della propria politica di remunerazioni. O, perlomeno, questo è quanto sarebbe stato comunicato in forma privata ai dipendenti delle divisioni londinesi del gruppo, stando a quanto riporta il Wall Street Journal.
Sul banco degli imputati sono gli stipendi-base per alcuni dipendenti di livello intermedio dei comparti d'investimento, trading, vendite e asset management. A metà del 2009, infatti, a seguito del terremoto globale scatenato dalla crisi, i regolatori britannici avevano puntato il dito sui maxi-bonus per i top manager: promettendo una decisa stretta. A quel punto, per tutta risposta, le banche li avevano diminuiti, “spostando” di fatto i compensi in direzione degli stipendi-base, incrementati di una percentuale variabile fra il 30 e il 100%. Una decisione che guardava alla stabilità del sistema finanziario, minacciata da quanti – mirando ai milioni corrisposti in un'unica soluzione – rischiavano di intraprendere politiche di gestione sconsiderate. Ma che, secondo i banchieri, andava a discapito della flessibilità.
E in ogni caso si trattava di aumenti dalla durata temporanea: che, trascorsi due anni, avranno termine nel 2012. A quel punto, a quanto emerge oggi, gli stipendi saranno rivisti al ribasso. Si manterranno comunque in linea con le attuali tendenze di mercato, che attualmente sono superiori rispetto alla metà del 2009. Il perdurare della crisi, dunque, non sarebbe ancora bastato a stabilire una reale moderazione salariale. E ciò nonostante il fatto che, mentre alcuni ricevono compensi a sei zeri, molti altri perdano il lavoro: la stessa Goldman Sachs ha di recente annunciato mille licenziamenti. ( Fonte: www.valori.it)