GIANCARLO MARCOTTI. SEDUTA NEGATIVA PER PIAZZA AFFARI. VENDITE SUI BANCARI, TORNANO IN AUGE FIAT E FONDIARIA. COMMENTO DI CHIUSURA 25/ 01/ 2011
Il timore che le Banche europee debbano ricorrere ad aumenti di capitale ha fatto tornare le vendite sul comparto, per questo motivo il nostro indice principale ha sofferto molto terminando la seduta con un ribasso di quasi un punto percentuale e scendendo di nuovo sotto quota 22.000.
Nessun titolo del comparto bancario si è salvato, i ribassi maggiori hanno interessato: Banca MPS (-3,9%), Popolare Milano (-3,0%), Intesa (-2,2%), Banco Popolare (-2,3%), Unicredit (-2,5%).
Anche il risparmio gestito non è stato “risparmiato” dalle vendite con Azimut (-3,4%) particolarmente appesantito dalle vendite e Mediolanum (-1,8%) che interrompe bruscamente il trend rialzista.
Le altre Piazze europee hanno limitato i danni ed anche Londra (-0,4%) non ha particolarmente risentito di un brutto dato macro, la Gran Bretagna ha visto calare (anziché aumentare come nelle previsioni) il Pil dello 0,5% nell’ultimo trimestre.
Dagli Usa invece è arrivato un buon dato sulla fiducia dei consumatori cresciuta ben oltre le attese a quota 60,60.
Non è stato però un bancario il peggior titolo di seduta, bensì Stmicroelectronics (-4,8%) i cui conti erano stati anche superiori alle attese, con un utile per azione salito a 0,27 dollari, ma ormai era chiaro da alcuni giorni che le prese di beneficio, sul titolo, non si sarebbero fermate.
Un report di Nomura, particolarmente favorevole per Fiat Industrial, ha invece riportato gli acquisti sulla galassia Agnelli con Exor (+1,9%), Fiat Industrial (+1,9%) e Fiat (+2,3%) che rimbalzano così dopo i recenti scivoloni.
Bene anche Fondiaria (+1,4%) dopo che la figlia del Patron, Giulia Ligresti, ha smentito la voce di una possibile fusione della Compagnia di Assicurazione con la holding di famiglia Premafin.
Termina bene la seduta anche Autogrill (+0,9%) subissata da “Buy” arrivati da Deutsche Bank, Banca Leonardo e Mediobanca.
Buone notizie anche per la “cugina” Atlantia (+0,4%) dopo il “Buy” di Nomura, continua anche il recupero di Bulgari (+1,6), il comparto del lusso, in sedute come queste, viene visto come un difensivo.
Luxottica, però, capitalizza soltanto un +0,2% nonostante il “Buy” di Equita Sim, che ha anche innalzato il target price a 26 euro.
Al momento anche Wall Street sta viaggiando in territorio negativo, gli indici stanno lasciando sul terreno circa mezzo punto percentuale, forse qualche seduta di consolidamento potrebbe addirittura essere salutare.
Wall Street: ed alla fine prevalgono gli acquisti. Wal Mart, Verizon, e Cisco in rialzo, cedono J&J e 3M dopo le trimestrali
Seduta dai due volti per la borsa americana, una prima parte debole ed una forte ripresa nell’ultima ora e mezza di contrattazione che ha riportato in parità i tre indici principali.
Dal punto di vista valutario l’indebolimento della moneta unica, dovuto inizialmente all’allargamento dello spread tra i titoli di Stato dei Paesi non “core” rispetto al Bund tedesco, e successivamente alla notizia del calo nel quarto trimestre del Pil Britannico, è durato poco, il cambio EurUsd è tornato di nuovo in area 1,368, ai massimi cioè degli ultimi due mesi.
La moneta verde si è indebolita anche nei confronti dello yen, il cross UsdJpy rivede quota 82 e spicci.
Il principale dato macro in uscita, l’indice che misura la fiducia dei consumatori negli Usa, è salito da 52,5 a 60,6 punti, il valore più alto da otto mesi a questa parte. Battute nettamente le previsioni degli analisti che si fermavano a 53,5 punti.
Numerose le trimestrali in uscita. E’ risultata debole quella di Johnson & Johnson (-1,8%). I ricavi nel quarto trimestre sono scesi del 5,5% a 15,64 miliardi di dollari, e l’utile del 12% a 1,94 miliardi pari a 0,70 dollari per azione, tutto sommato la reazione del mercato non è risultata nemmeno troppo severa.
Inferiori alle attese anche i conti di Verizon, per il colosso telefonico statunitense l’utile del quarto trimestre è stato pari a 2,64 miliardi di dollari, 0,94 per azione, che si riducono a 0,54 se escludiamo alcune voci straordinarie, i ricavi sono scesi del 2,6% attestandosi a 26,4 miliardi di dollari, le attese del mercato erano di 0,55 $ per quanto riguarda l’eps e 26,5 miliardi di ricavi.
Il mercato però ha premiato il titolo che termina le contrattazioni in rialzo dell’1,6%, forse il motivo va ricercato nel fatto che sempre nello scorso trimestre Verizon ha registrato 872.000 nuovi abbonati con contratto rispetto agli attesi 650.000.
Infine i dati di 3M, risultati a due facce, una lieve riduzione (-1%) per l’utile ed un deciso aumento del fatturato (+10%). Il mercato, però, non ha gradito neppure un innalzamento delle stime per il 2011 ed ha bocciato il titolo che al fixing ha fatto segnare un -2,0%.
Sul Dow Jones la miglior performance odierna l’ha fatta segnare Wal Mart (+2,2%), seguita da Cisco Systems (+1,8%).
Sull’indice S&P500 forti rialzi per il gruppo alimentare Sara Lee (+7,0%) e per il petrolifero Baker Hughes (+6,5%). Tra i cali più vistosi spiccano quelli dei bancari con Goldman Sachs (-2,6%), American Express (-2,2%) e Bank of America (-2,1%).
Ed infine il Nasdaq (+0,07%) grazie in particolare al solito Apple (+1,2%), la palma di miglior titolo, però, oggi va al farmaceutico Teva (+3,6) seguito dal conglomerato Sears Holdings (+3,2%).
Autore: Giancarlo Marcotti
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