GIANCARLO MARCOTTI: PIAZZA AFFARI SOSPINTA ANCORA DAI BANCARI, JPM ABBATTE FIAT. COMMENTO DI CHIUSURA 20/ 01/ 2011

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Un report di Fitch, che vede segnali di miglioramento nel settore bancario europeo, inserendo gli Istituti italiani nel novero dei più virtuosi, ed un’ottima trimestrale di Morgan Stanley, mettono le ali ai titoli del comparto ed il nostro indice principale, anche oggi, risulta il migliore a livello continentale.

 
Il Ftse Mib è arrivato a sfiorare quota 22.000 in tarda mattinata, poi, nella seconda parte della seduta, complice anche una non brillante apertura di Wall Street, ha ridotto i guadagni terminando a 21.792,28 (+0,37%).
 
 
Giornata piena di dati macro, molto importanti, e tutti positivi, quelli che, già nella nostra nottata, arrivavano dalla Cina.
 
Il Pil del gigante asiatico è cresciuto del 9,8%, più delle previsioni (+9,5%), ma anche la produzione industriale (+13,5%) ha battuto le stime degli analisti (+13,3%), stratosferico l’aumento delle vendite al dettaglio cresciute del 19,1% rispetto allo scorso anno, più di quanto atteso dal mercato (+18,7%).
 
Ancora una volta però, si è venduto sulla notizia, Hong Kong quindi ha concluso le contrattazioni con una flessione dell’1,66%, analogo il ribasso per la Piazza di Shanghai.
 
L’Europa partiva così cauta e solo la Borsa milanese, complice il report di Fitch, imboccava la strada del rialzo, che si faceva anche “corposo”, nonostante alcuni titoli, viaggiassero in netta controtendenza.
 
Nel primo pomeriggio affluivano anche i dati macro statunitensi, importantissimi quelli che riguardavano l’occupazione.
 
Le richieste di sussidi alla disoccupazione risultavano in calo a 404.000 unità (previste 425.000) così come le richieste continuative scese a 3,861 milioni (previsti 3,9 milioni).
 
Ottimi anche i dati immobiliari, le vendite di case esistenti sono salite a 5,28 milioni (consenso 4,8 milioni) e per finire, in lieve calo il Leading Indicator (1%) anche se decisamente superiore alle attese (0,60%), mentre l’indice Fed di Filadelfia è sceso a 19,3 più del consenso (21,0).
 
Nonostante queste premesse, però, Wall Street apriva in calo ed accentuava le perdite con il passare dei minuti, trascinando anche i listini europei verso un rosso sempre più profondo.   
 
Al termine delle contrattazioni ne faceva le spese più di tutte Londra (-1,82%), sensibile anche il ribasso di Francoforte (-0,83%) mentre Parigi (-0,30%) limitava le perdite.
 
Come detto la nostra Piazza Affari concludeva comunque in rialzo grazie soprattutto a Generali (+3,27%), Mediolanum (+3,88%), Azimut (+6,27%) e Intesa (+3,49%).
 
La Banca di Corrado Passera, così come Banca MPS (+3,33%) ha beneficiato anche della promozione a “Buy” da parte di Deutsche Bank che ha inserito Unicredit (+2,19%) nella “Top Pick”.
 
A proposito di innalzamento di rating, occorre citare anche  l’”Overweight” di Barclays per Enel (+1,50%).
 
Non ha portato invece fortuna la conferma del “Buy” che Natixis ha riservato a Saipem (-4,87%) in una seduta debole per l’intero comparto.
 
Si è abbassata la scure di JP Morgan su Fiat (-3,74%) il target price è stato drasticamente tagliato a 8 euro (ex 12 euro) con rating “Underweight”, più severa ancora Nomura che ha portato il tp a 7 euro (ex 12 euro) con raccomandazione a “Reduce”.
 
E’ andata ancora peggio a Fiat Industrial (-5,02%) ed Exor (-6,04%).
 
 
Seduta pesante per molti industriali: Tod’s (-3,27%), Stm (-3,01%), Prysmian (-3,07%) e Pirelli (-3,18%).   
Autore: Giancarlo Marcotti
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