GIANCARLO MARCOTTI. PIAZZA AFFARI: SEDUTA DEBOLE PER COLPA DELLA BANCHE. COMMENTO DI CHIUSURA 03/ 02/ 2011
Parte male Wall Street e le Piazze europee accentuano i ribassi, poi un mini recupero finale non le fa terminare sui minimi di giornata, i timori che quanto stia accadendo in Egitto possa estendersi ad altre aree è tutt’altro che infondato.
Le 20.000 persone in piazza a Sana’a, capitale dello Yemen, per il “giorno della rabbia” ne sono un esempio lampante.
Eppure le tante notizie economiche arrivate oggi sui mercati hanno avuto per lo più toni decisamente positivi.
Scontata la decisione della Bce di mantenere i tassi fermi, non era assolutamente prevedibile, invece, un discorso così accomodante da parte del presidente Trichet. Ovviamente non ha nascosto il rafforzamento dei timori inflazionistici, ma i toni erano tutt’altro che battaglieri, a questo punto la decisione di un primo aumento dei tassi sembra possa essere spostata in là nel tempo, in autunno se non proprio alla fine dell’anno.
I mercati avrebbero dovuto apprezzare, ed invece …
Ed invece non hanno apprezzato neppure un diminuzione oltre le previsioni delle richieste di sussidi alla disoccupazione negli Usa, sono state 415.000 (10.000 meno del consenso).
Ed ancora, i mercati si sono dimostrati insensibili anche ad un forte aumento della produttività non agricola, salita del 2,60%, anziché del 2,20% come previsto.
L’inversione di rotta del comparto bancario ha così pesato maggiormente proprio sul nostro indice principale che alla fine è risultato il più penalizzato con Parigi, decisamente più limitate le perdite per Londra, Francoforte ha riacciuffato, proprio sul finale, una freccia verde.
Il Ftse Mib (-0,9%) è stato penalizzato soprattutto dal forte ribasso delle due “big” Banche, Intesa (-2,9%) e Unicredit (-2,1%) si sono ritrovate in fondo alla classifica, male anche il Banco Popolare (-1,9%) per il quale si sta avvicinando il giorno della verità.
Pesante anche il ribasso per Telecom (-1,6%) che ieri aveva terminato in rialzo dopo giudizi controversi, in ribasso Impregilo (-1,9%) che risente inevitabilmente della delicata situazione nord africana.
Diasorin (-1,6%) non si avvantaggia della notizia che Mediobanca l’ha inserita nella propria “Selected list”, così come Campari (-0,4%) ed Enel (-0,3%) dei “Buy” arrivati rispettivamente da Beremberg e Banca Leonardo.
Curioso il comportamento della galassia Agnelli, Exor (+1,2%) termina con un buon rialzo dopo che per gran parte della seduta era risultata la più venduta dell’intero listino, sale Fiat Industrial (+2,1%) mentre resta invariata Fiat nonostante abbia ricevuto un doppio “Buy” da Banca Leonardo e Royal Bank of Scotland.
Segnaliamo infine il buon rialzo di Prysmian (+1,4%) dopo che Banca Imi ha portato il target price a 17,3 euro.
Wall Street chiude positiva, ma i guadagni sono limitati
Terminano la seduta in territorio positivo gli indici statunitensi, anche se i guadagni si limitano a pochi decimi di punto percentuale.
Sui mercati continua a prevalere la prudenza, l’attenzione è sempre rivolta a Il Cairo, si spera che la rivolta non sfoci in una guerra civile e soprattutto non si estenda a tutta l’area, nel frattempo, il petrolio è tornato sotto il livello di 91 dollari il barile.
In giornata i dati macro sono risultati decisamente confortanti, le nuove richieste di sussidi alla disoccupazione sono state 415.000, quindi meno delle attese 425.000, mentre quelle continuative sono scese a 3,93 milioni (previste 3,95 milioni).
A sorprendere maggiormente, però, è stato l’indice ISM non-manifatturiero aumentato lo scorso mese a 59,4 punti (consenso 57 punti) quindi al valore più alto dall’agosto 2005. Un indice ISM su questi livelli (se maggiore di 50 indica espansione) è davvero un’eccellente notizia.
Ma non basta, la produttività non agricola è salita del 2,6%, molto più dell’atteso 2,2%, ed il costo unitario del lavoro, nello stesso periodo, è calato dello 0,6%.
E per finire il Dipartimento del Commercio rende noto che gli ordinativi all’industria sono aumentati dello 0,2% (si prevedeva un calo dello 0,6%) ed il dato di novembre è stato rivisto a +1,3% dal precedente +0,7%.
Insomma, tutte buone notizie dall’economia reale, bene così!
Dow Jones che ritocca di altri 20 punti i suoi massimi guadagnando lo 0,17%.
Merito in particolare di Cisco Systems (+1,3%), Bank of America (+1,3%) che comincia a riprendersi dopo la batosta successiva alla trimestrale. In salita anche AT&T (+1,2%) e Pfizer (+1,1%) che riprende la sua corsa dopo una seduta caratterizzata dalle prese di beneficio.
Da sottolineare l’ennesimo rialzo della Compagnia di assicurazione Travelers Comp. (+0,9%) vicinissima ai propri massimi storici.
Sul fondo della classifica Merk (-2,7%) dopo la pubblicazione dei conti. E’ vero che si è evidenziata una perdita (531 mln di dollari), ma occorre ricordare che al netto di poste straordinarie l’eps sarebbe stato di 88 cent, 5 più del consenso. A penalizzare il titolo una view prudente per l’anno in corso.
Un guadagno leggermente superiore per quanto riguarda lo S&P500 (+0,24%). In vetta ai rialzi troviamo Regional Financial (+3,9%) la Banca regionale, attiva in particolare nel sud est degli Stati Uniti è così tornata su quotazioni (7,55 dollari) che si sono rivelate in passato barriere difficili da superare, vediamo se ora ci sarà la forza per arrivare a livelli più ambiziosi.
Da segnalare, tra i titoli a maggior capitalizzazione l’ennesimo rialzo di Time Warner (+2,6%), che nelle ultime due sedute è arrivata a superare quota 36 dollari, non accadeva dall’ottobre 2007. Buona trimestrale per il colosso delle carte di credito Mastercard che guadagna 2,5 punti percentuali.
Decisamente deludenti invece i conti di Cvs Caremark (-5,0%) che nei giorni scorsi ha annunciato il cambio al vertice nominando Larry Merlo come Ceo.
Ed arriviamo al Nasdaq (+0,16%) la cui seduta è stata caratterizzata dalla buona vena dei retailers. In testa ai rialzi troviamo infatti Sears Holdings (+7,7%), seguita da Ross Stores (+5,8%).
Ancora una eccellente performance per News Corp. (+6,0%) l’azienda di Rupert Murdoch, in intraday, ha superato addirittura quota 17 dollari, non accadeva dal giugno 2008.
Sempre a proposito di retailers da sottolineare anche il balzo di Costco Wholesale (+4,5%) ed infine citiamo la società internet F5 Networks (+4,1%).
Nuovo tonfo per Celgene (-6,9%), per la società biotecnologica un’altra seduta da dimenticare, il titolo non riesce a riprendersi dopo una pessima trimestrale, il mercato non gli perdona di aver pagato eccessivamente l’acquisizione di Abraxis BioScience.
E per concludere oggi è arrivato anche il giorno delle prese di beneficio su Nvidia (-1,9%) dopo un inizio d’anno davvero esplosivo.
Giancarlo Marcotti
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