GIANCARLO MARCOTTI. BORSE: UN RIBASSO PREVEDIBILE. COMMENTO DI CHIUSURA DEL 10/ 01/2011
C'erano tutte le premesse e puntualmente è arrivato un forte storno sui listini europei, Piazza Affari ne ha fatto le spese più delle altre affossata dai titoli bancari.
L'indice settoriale Ftse Italia Banche ha lasciato sul terreno il 4,28%!!! Una Caporetto che però aveva avuto più di una avvisaglia nei giorni scorsi quando il comparto aveva mancato la ripresa con un mercato globalmente positivo.
Certo i debiti sovrani fanno paura e a metà settimana ci saranno aste in Portogallo, Spagna e Italia, ma ciò non basta a giustificare un crollo così verticale, forse c'è qualcosa in più.
Occorre comunque sottolineare che l'indice londinese Ftse 100 ha limitato il ribasso a meno di mezzo punto percentuale e sui listini americani, al momento, si sta contrattando con cali frazionali.
Non tutti però prospettano un imminente periodo nero, nella giornata odierna, infatti, accanto a tagli di rating che hanno riguardato Unicredit, Popolare Milano e Campari, sono stati resi noti degli upgrades per Prysmian, Mediobanca, Intesa, Bulgari, Autogrill, Luxottica e Finmeccanica.
Tra i titoli “promossi”, però, il mercato ha premiato soltanto il “Buy” di BofA per Bulgari (+3,19%), tutti gli altri hanno fatto segnare ribassi che vanno dal -1,17% di Luxottica all'abissale -5,69% di Intesa.
Abbiamo aperto una posizione rialzista (al momento non fortunata) su Finmeccanica che dovrebbe beneficiare di un rafforzamento del dollaro (EURUSD a 1,29), Equita Sim ha promosso a “Buy” l'azienda guidata da Pierfrancesco Guarguaglini “sparando” un target price a 17,50 euro.
Non si può mancare di citare l'ennesimo rialzo di Fiat (+1,41%), bene anche Fiat Industrial (+0,42%), il mercato ha così festeggiato l'aumento della partecipazione (dal 20 al 25%) dell'industria torinese nel capitale di Chrysler, la “vecchia” Fiat vale quindi oggi più di 17 euro!!!
Ovviamente manteniamo l'invito alla prudenza, ricordiamo infatti ai nostri lettori che se lo fossero dimenticati, che lo scorso anno al fixing dell'8 gennaio avevamo già visto il massimo dell'anno.
Naturalmente lo abbiamo ricordato per scaramanzia e con l'intenzione di scongiurare un analogo andamento.
Autore: Giancarlo Marcotti
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