GIANCARLO MARCOTTI. BORSE: SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE. COMMENTO DELLA SETTIMANA AL 05/ 11/ 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Si è conclusa una settimana a nostro parere molto significativa, la famosa globalizzazione, infatti, almeno per questa volta, non ha prodotto i suoi effetti e le performances dei vari indici internazionali sono state molto diverse.
 
 
Innanzitutto è da sottolineare la grande risalita dell’indice cinese Hang Seng che ha guadagnato il 7,71% passando in un solo colpo dal settimo al terzo posto nella classifica delle performances da inizio anno.
 
Restano ai primi due posti l’India e la Corea rimarcando così, se ce ne fosse stato ancora bisogno, una supremazia assoluta del continente asiatico.
 
Questa volta anche il Giappone non ha deluso, l’indice Nikkei ha così lasciato l’ultimo posto in classifica, lo yen resta decisamente forte, ma quota 80 contro dollaro sembra davvero tenere.
 
Bene anche gli Stati Uniti con un rialzo medio settimanale intorno ai tre punti percentuali, mentre discorso a parte per l’Europa.
 
E’ stata estremamente marcata la differenza fra i Paesi più virtuosi (ma è davvero così?) e quelli cosiddetti periferici, i primi infatti hanno guadagnato oltre due punti percentuali, il nostro indice di riferimento, invece, ha perso più di un punto e quello spagnolo addirittura il 3,56%.
 
Si sta quindi creando una rottura ancor più marcata all’interno dell’eurozona, e, almeno sui listini, la differenza la fanno le banche.
 
La domanda però, tempo fa si diceva, sorge spontanea: il nostro sistema bancario non era quello che aveva subito le minori conseguenze dalla crisi finanziaria? Soltanto pochi giorni fa il Presidente della Bce aveva pubblicamente fatto i complimenti ai nostri Istituti che avevano dato prova di solidità nonostante le difficoltà dell’economia, cosa è cambiato in così poco tempo?
 
I problemi che hanno caratterizzato il sistema bancario spagnolo sono evidenti, ma anche la tanto decantata Germania, da questo punto di vista, non se la passa bene, eppure?
 
Come di consueto noi ci sbilanciamo in ipotesi che riteniamo avere più di un fondamento, in questo momento l’Italia sta pagando una situazione politica decisamente anomala, ciò a cui stiamo assistendo risulterà chiaro solo fra diversi anni, lo scontro in atto non è tra Berlusconi e Fini, ma tra Berlusconi (e la Lega) e qualche altra cosa che utilizza Fini per scopi che sono tutti da verificare.
 
In gioco c’è molto, anzi moltissimo, e non è azzardato paragonare questa stagione politica a quella di Mani Pulite, gli equilibri sono fragilissimi, quindi i rischi sono altissimi, in tutti i sensi.
 
Anche l’andamento dei vari titoli che compongono il nostro indice di riferimento, può dare una chiave di lettura di quanto sta accadendo.
 
FTSE MIB a 21.194,74 punti (-1,19%).
 
EXOR (+9,10%) una cavalcata trionfale per la controllante di Fiat che abbatte anche il muro dei 20 euro, ricordiamo che soltanto il 25 agosto scorso ne valeva 14. i motivi sono arcinoti, quindi non ci dilunghiamo, ovviamente tutti i meriti vanno a Sergio Marchionne.
 
TENARIS (+5,44%) si riprende il titolo della famiglia Rocca soprattutto per una trimestrale che ha convinto. Il periodo più buio sembra superato anche se occorre fare attenzione a queste quote che nei mesi scorsi si sono rivelate ostiche da superare.
 
BUZZI UNICEM (+5,21%) sembra esserci un ritorno dei cementieri, anche se nell’ultima seduta non si è ben capito se ci trovassimo di fronte soltanto a prese di beneficio o era qualcos’altro. Attenzione così alla prossima ottava.
 
FIAT (+5,10%) abbiamo già speso tante parole di osanna per l’AD del gruppo industriale principe d’Italia, diciamo soltanto che al termine della settimana la quotazione è arrivata a 12,78 euro, quanto faceva due anni e mezzo fa.
 
ITALCEMENTI (+3,31%) vale naturalmente il discorso fatto per Buzzi.
 
SAIPEM (+2,69%) i prezzi petroliferi aiutano, ma indiscutibilmente Saipem è una delle aziende a partecipazione pubblica meglio gestite ed i suoi azionisti sono sempre stati premiati.
 
STMICROELECTRONICS (+2,22%) uno dei comparti più “ballerini” quello dei microprocessori, si alternano sempre grandi speranze e grandi delusioni, ora è un buon momento, bene approfittarne, ma pronti a prendere profitto.
 
Gli altri titoli ad aver avuto un rialzo nell’ottava appena trascorsa sono stati: Campari (+1,87%), Eni (+1,36%), Mediolanum (+0,96%), Generali (+0,89%), Mediaset (+0,75%), Terna (+0,60%), Azimut (+0,34%), Pirelli (+0,16%) e Autogrill (+0,05%).
 
Passiamo ai ribassi.
 
FONDIARIA (-13,30%) nel marasma più totale, non è ben chiaro il futuro del Gruppo e gli investitori hanno così preso paura. A nostro avviso i timori sono eccessivi, ma sapete che il mercato …
 
BANCA MPS (-8,01%) non bastano le smentite, il timore della necessità di un aumento di capitale mette in fuga gli investitori.
 
FINMECCANICA (-6,58%) quota 10 euro si è dimostrata fatale per il titolo, avevamo messo in guardia gli investitori da questo livello, lo storno è stato “importante”.
 
TELECOM (-5,99%) fatale fu la trimestrale, ci si attendeva qualcosa di più, ma questo storno ci pare eccessivo.
 
ANSALDO (-5,35%) anche in questo caso quota 10 euro … chissà perché possono spaventare certe “cifre tonde”.
 
BANCA POPOLARE MILANO (-5,06%) su quotazioni davvero sacrificate, con tutti i problemi che può avere l’istituto, a noi, vederla a 3,1875 euro fa un certo effetto.
 
BANCO POPOLARE (-5,05%) completa il tracollo delle Popolari.
 
Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell’ottava appena trascorsa sono stati: Unicredit (-4,70%), Intesa (-4,35%), A2A (-3,59%), Ubi Banca (-3,36%), Unipol (-3,28%), Geox (-2,78%), Impregilo (-2,28%), Bulgari (-2,14%), Luxottica (-1,79%) Lottomatica (-1,75%), Mediobanca (-1,75%), Prysmian (-1,51%), Snam Rete Gas (-1,41%), Parmalat (-1,32%), Atlantia (-1,16%) ed Enel (-0,30%).  
 
Occorrerà ora vedere la prossima settimana se si proseguirà su questo solco, se cioè l’Europa continuerà a due velocità, sarebbe un segnale allarmante per non dire inquietante, potrebbero davvero svilupparsi allarmi sociali assolutamente da scongiurare.
 
Autore: Giancarlo Marcotti

 

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