GIANCARLO MARCOTTI. BORSE: LE SCADENZE TECNICHE NON FANNO PAURA. COMMENTO DELLA SETTIMANA AL 19/ 11/ 2010

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Era l'ottava delle scadenze tecniche quella appena trascorsa, se guardiamo le performances settimanali dei principali indici internazionali, non troviamo variazioni di particolare rilievo, ma esse sono risultate la somma di cinque sedute “nervose”.

 
Ogni giorno il sentiment cambiava, si sono alternati quindi buoni rialzi con pericolosi scivoloni, alla fine il bilancio per Piazza Affari non è stato positivo, il nostro indice principale, infatti, è stato zavorrato dai bancari.
L'Irlanda ha dovuto ricorrere agli aiuti europei, come noto era la Germania a premere in maniera pressante per una soluzione di questo tipo, se vogliamo sono anche aiuti “interessati” visto che le banche tedesche hanno un'esposizione di circa cento miliardi di euro nei confronti dell'Irlanda.
 
Nonostante un sistema bancario non certo solido, il principale indice tedesco, il Dax, continua a ben performare, attualmente solo il Kospi di Seul fa segnare, da inizio anno, una performance migliore, la Germania è sempre vista come un “porto” sicuro ed in questo momento beneficia anche di questo appeal.
 
Anche il mercato valutario è risultato volatile, nei primi giorni di contrattazione il cambio euro/dollaro è sceso sotto quota 1,35 per risalire decisamente nella seconda parte dell'ottava terminando intorno a 1,37 in quasi costante risalita, invece, il dollaro verso lo Yen tornato ora intorno a 83 e mezzo.
Sarà per questo motivo che anche in questa settimana l'indice migliore è stato il giapponese Nikkei tornato sopra la fatidica quota dei diecimila punti.
 
FTSE MIB a 20.773,12 punti (-0,27%).
EXOR (+6,32%) ancora una grande performance per la controllante di Fiat, il cui rialzo da inizio anno ha superato il 60%. E' da febbraio che il titolo continua a crescere, ma, se vogliamo, possiamo dire che il trend è iniziato fin dalla prima quotazione.
ANSALDO (+5,31%) risultati altalenanti, ma alla fine hanno prevalso i rialzi. Sceso sotto quota 9 euro il titolo ha rimbalzato vigorosamente, un po' come era accaduto alla fine di agosto.
STMICROELECTRONICS (+4,81%) continua a stupire tornando su quote che non vedeva da tempo. Il comparto sembra avere ancora margini di crescita, stiamo a vedere.
FIAT (+4,39%) non si ferma più il titolo del Lingotto. Le immatricolazioni auto, soprattutto in Europa, non sono brillanti, ma ormai il titolo è lanciato verso vette, fino a pochi mesi fa, insperate. L'affare Chrysler e lo spin-off hanno creato grande valore, si deve ringraziare Marchionne per tutto quanto sta facendo per la società e l'intero comparto industriale italiano.
PIRELLI (+3,57%) torna di nuovo sopra quota sei euro, approfittando di una rinnovata fiducia nel settore, almeno al di fuori dell'Europa.
TERNA (+3,04%) continua a ritoccare i massimi storici, così come abbiamo riconosciuto i meriti di Marchionne occorre fare altrettanto per Flavio Cattaneo che indubbiamente sta conducendo l'azienda in maniera esemplare.
Gli altri titoli ad aver fatto segnare un rialzo nell'ottava appena trascorsa sono stati: Bulgari (+1,69%), Campari (+1,42%), Telecom (+1,19%), Autogrill (+1,01%), Italcementi (+0,86%), Cir (+0,72%), Eni (+0,68%), Parmalat (+0,66%), Prysmian (+0,38%), Snam Rete Gas (+0,26%), Enel (+0,12%) e Mediobanca (+0,07%).
 
Passiamo ora ai ribassi.
BANCO POPOLARE (-8,74%) una discesa senza fine. Quando era scoppiato lo scandalo Italease pensavamo di aver visto i minimi, purtroppo non era così. A noi il titolo sembra eccessivamente sacrificato, ma, come spesso diciamo, il mercato ha sempre ragione, quindi dobbiamo ancora astenerci dall'entrare sul titolo
LOTTOMATICA (-8,33%) un tonfo spaventoso dopo i dati che a noi non sono sembrati così catastrofici. Certamente il debito pesa, ma ciò era certamente noto, se ora si vuol finalmente metter mano a quella parte della posta di bilancio occorrerebbe solo plaudire, il mercato però... Forse, anzi molto probabilmente, il timore che con la prossima entrata di Enel Green Power nell'indice principale a farne le spese potrebbe proprio essere Lottomatica ha fatto sì che molti abbiano preferito vendere.
GEOX (-5,53%) altri dati decisamente inferiori al consenso. E' quasi certo inoltre che il titolo soffra anche per situazioni esterne all'azienda, ma che possono renderla meno solida, dal punto di vista finanziario, rispetto a qualche tempo fa.
POPOLARE MILANO (-4,41%) vedere quotazioni inferiori ai tre euro non ci lascia indifferenti. Il settore è in piena turbolenza, ma tutto deve avere un limite.
MEDIASET (-4,19%) ancora una settimana di sofferenza. Forse incide anche la situazione politica o l'arrivo del digitale terrestre in regioni che, dal punto di vista degli investimenti pubblicitari, contano molto.
UNIPOL (-3,47%) debolissimo il settore e Unipol non fa eccezione, anzi! Siamo di nuovo intorno a quota mezzo euro, e vedere questi minimi storici fa un certo effetto.
BANCA MPS (-3,44%) non ripetiamo il solito discorso sui bancari.
MEDIOLANUM (-3,02%) tra alti e bassi il trend di medio periodo sembra rimanere moderatamente positivo, occorre però restare cauti.
FINMECCANICA (-2,81%) il titolo non ha pace dopo i continui, e a nostro avviso, inconsistenti attacchi frontali al suo Amministratore Delegato e Presidente. Gli italiani amano farsi del male, il settore è troppo importante e non può permettersi una Finmeccanica “modesta”, gli investimenti all'estero erano necessari e sono tutt'ora indispensabili per rimanere sul mercato.
 
Gli altri titoli ad aver avuto un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Fondiaria (-2,16%), Impregilo (-2,09%), Unicredit (-1,85%), Azimut (-1,60%), Intesa (-1,50%), Generali (-1,29%), A2A (-1,26%), Ubi Banca (-0,76%), Buzzi Unicem (-0,64%), Atlantia (-0,56%), Tenaris (-0,24%), Luxottica (-0,15%) e Saipem (-0,12%).
 
Ed ora si va verso l'ultima parte dell'anno senza eccessiva euforia, ma neppure particolari preoccupazioni. I principali listini borsistici asiatici e statunitensi si apprestano a terminare un anno positivo, non come il 2009, ma comunque soddisfacente.
La vecchia Europa è decisamente più contrastata, con la locomotiva Germania alla quale i vagoni fanno fatica a “starci dietro”.
Autore: Giancarlo Marcotti
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