GIANCARLO MARCOTTI: LE BORSE CRESCONO. COMMENTO DELLA SETTIMANA AL 14/ 01/ 2011
E' iniziato decisamente bene questo 2011, in particolar modo per Piazza Affari che, al momento, sta facendo segnare il maggior rialzo fra le 14 più importanti Piazze finanziarie internazionali.
L'unico indice a risultare in calo, in questo primo scorcio d'anno, è l'indiano Sensex, il cui ribasso è decisamente marcato (-8,04%), ma va sottolineato il fatto che partiva da quotazioni prossime al proprio massimo storico.
Non si può dire che fosse un ribasso annunciato, ma molti si cominciavano a chiedere quanto potesse durare una crescita che, praticamente, è proseguita ininterrottamente dal marzo del 2009 alla fine dello scorso anno, periodo nel quale il Sensex era passato da 8.000 a oltre 20.000 punti.
L'ottava appena trascorsa è stata caratterizzata, in Europa, dalle aste dei titoli pubblici di diversi Paesi periferici, il buon esito ha determinato l'andamento dei listini che hanno premiato proprio quegli indici che maggiormente avevano sofferto negli ultimi tempi.
Noi continuiamo a rimarcare il paradosso che pur essendoci forti tensioni riguardanti i debiti sovrani europei, la moneta unica continua a veleggiare costantemente sopra quota 1,30 nei confronti del dollaro, anzi ora siamo di nuovo in area 1,34.
Si dirà, sì, ma c'è la Germania, bene, e tutto il resto? Sapete che io ribadisco sempre che è la Germania l'anomalia dell'Europa e non i cosiddetti Paesi periferici. Ed a coloro che dicono che un euro forte ci tiene al riparo dall'inflazione calmierando i prezzi energetici, rispondo che comunque l'inflazione a dicembre in Eurolandia è salita al 2,2% (dal precedente 1,9%) e la benzina è arrivata a 1,5 euro il litro quando il petrolio costa 68,38 euro al barile. Quindi di benefici, per una moneta sopravvalutata, ne vedo davvero pochi.
Il focus sui debiti sovrani ha quasi fatto passare in secondo piano le trimestrali americane che hanno cominciato puntualmente ad affluire, partite, come da tradizione, con Alcoa. Il gigante dell'alluminio ha comunicato un utile per azione di 24 cent (21 al netto di benefici fiscali) rispetto ai 19 previsti.
L'attesa di tutti gli analisti si focalizzava poi su JP Morgan, il settore bancario, è inutile ricordarlo, in questo momento è il maggiore market mover, ed i dati sono stati eccellenti: +47% gli utili e su anche i ricavi (+13%), insomma se il buongiorno si vede dal mattino …
Con queste premesse, per tornare così alla nostra Borsa, la parte del leone è toccata ai titoli bancari, dopo tanta sofferenza, quindi, abbiamo assistito a rialzi che, nel bilancio settimanale, si sono attestati intorno al 10%.
Andiamo ora, come di consueto, ad analizzare i titoli che hanno maggiormente mosso il nostro indice principale.
FTSE MIB a 21.460,09 punti (+4,47%).
Sono stati 29 i titoli a far segnare un rialzo nell'ottava appena trascorsa, rispetto agli 11 che invece hanno terminato con un ribasso.
UNICREDIT (+12,03%) è il nostro titolo a maggior capitalizzazione a far registrare la miglior performance settimanale, risultato ottenuto quasi per intero nella seduta di mercoledì, dopo che le aste del Tesoro avevano avuto un esito positivo. Sono anche circolate voci per un interessamento a Bank of Moscow, ma come d'obbligo, in questi casi, conferme non ne sono giunte. Eventualmente è chiaro che la Banca russa non sarebbe “in saldo” e l'impegno finanziario, per Piazza Cordusio, implicherebbe qualche dismissione.
BANCA INTESA (+11,97%) ovviamente fa il paio con Unicredit, grandi attività anche per l'Istituto guidato da Corrado Passera, che ultimamente ha fatto diverse emissionI, l'ultima delle quali per 1,5 miliardi, a 10 anni, riservata ad investitori istituzionali, ha un rendimento di poco superiore al 5%.
FONDIARIA (+10,60%) è stato il caso della settimana. Ormai la questione Groupama tiene banco, c'è solo da capire quanto investirà l'assicurazione transalpina direttamente nel titolo, il valore più probabile è il 20% del capitale, ma occorre capire se comunque non resta un impegno troppo gravoso per i francesi. La volatilità dell'azione è andata in orbita ed ormai qualsiasi previsione o target price ha perso di significato.
POPOLARE DI MILANO (+9,92%) finalmente anche l'Istituto meneghino torna a vedere il sereno dopo un periodo buio che durava ininterrottamente da metà settembre. Dopo aver toccato i minimi storici si spera ora di andare incontro ad un periodo migliore, primo obiettivo: riconquista di quota 3 euro, consolidamento e poi nuova risalita con mire decisamente più ambiziose.
MEDIOLANUM (+9,25%) la Banca di Ennio Doris è tornata sui massimi degli ultimi 8 mesi, ma occorre ricordare che in questo lasso di tempo questi livelli (3,5 euro) sono risultati fatali ben quattro volte (giugno, luglio, agosto e novembre), vediamo quindi se ora la ripresa si farà più “seria”.
UBI BANCA (+8,26%) dobbiamo ripetere il discorso fatto per la Popolare di Milano, il rimbalzo è stato “corposo” ovviamente ha necessità di conferme che dovrebbero arrivare se le trimestrali americane continueranno a fornire buone indicazioni.
ATLANTIA (+7,44%) merito soprattutto dell'ultima seduta (+5,13%) dopo che era stata resa nota la dismissione della quota in capo alla spagnola Abertis (40 milioni di azioni) ceduta ad investitori istituzionali ad un prezzo di 15,6 euro. Si conclude così un lungo fidanzamento che non ha portato ad un matrimonio, gli iberici escono con un buon utile e la società ora ha meno vincoli, ma non può dirsi che quoti a sconto.
FIAT (+7,32%) è tornata ad 8 euro, e stiamo parlando solo del comparto auto! Questo è il miracolo di Marchionne che al suo arrivo aveva trovato un'azienda in coma profondo (anzi era stata diagnosticata la morte cerebrale) ed ora si ritrova il 25% di Chrysler e può anche trattare l'acquisto della divisione camion di Volkswagen (che ovviamente andrebbe in capo a Fiat Industrial).
AZIMUT (+7,10%) continua la risalita cominciata ormai più di un mese fa. La ripresa del comparto del risparmio gestito è senza dubbio un ottimo misuratore della rinnovata fiducia del mercato in un consolidamento della crescita economica, almeno per quanto riguarda la prima metà dell'anno.
MEDIOBANCA (+7,04%) altro segnale di fiducia, il titolo Mediobanca è sempre stato un barometro per la nostra economia, auguriamoci che continui ad indicare sereno.
BANCA MPS (+6,08%) ha bisogno di ricapitalizzarsi, no non ne ha bisogno, le voci si rincorrono, di certo le quotazioni sono a supersconto. Le ultime quattro sedute, tutte in rialzo, hanno solo permesso al titolo di risollevarsi da una situazione drammatica, ma tutt'ora il mercato valuta l'azione meno di novanta centesimi, a nostro avviso un'assurdità.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un rialzo nell'ottava appena terminata sono stati: Impregilo (+5,36%), Tod's (+4,32%), Generali (+4,28%), Stmicroelectronics (+4,11%), Ansaldo (+3,51%), Buzzi Unicem (+3,47%), Eni (+3,27%), A2A (+3,22%), Enel (+3,11%), Finmeccanica (+2,87%), Prysmian (+2,85%), Parmalat (+2,81%), Saipem (+1,98%), Mediaset (+1,34%), Lottomatica (+1,27%), Enel Green Power (+1,20%), Bulgari (+0,97%) e Banco Popolare (+0,38%).
Passiamo ora ai maggiori ribassi.
TENARIS (-5,72%) la revisione della guidance per il 2011 (l'ebitda inferiore ai tre miliardi di dollari) è costata cara alla società della famiglia Rocca. Il titolo arrivava da uno spettacolare periodo rialzista iniziato nei primi giorni di settembre che aveva riportato le quotazioni su valori decisamente importanti, anche per questo motivo lo storno è stato così marcato.
EXOR (+4,09%) queste sono prese di beneficio assolutamente fisiologiche, non si può pretendere che il titolo posso proseguire il rialzo all'infinito.
CAMPARI (-2,93%) altro titolo che aveva corso moltissimo ed ora ha la necessità di rifiatare.
PIRELLI (-2,73%) continua il periodo di difficoltà che ormai prosegue da circa un mese. Si è tornati sotto la soglia psicologica dei 6 euro. Noi consigliamo ancora prudenza sul titolo in quanto la parabola discendente potrebbe proseguire.
AUTOGRILL (-2,65%) la debolezza del dollaro ha innescato prese di profitto sul titolo che ha “sbattuto” contro la soglia degli 11 euro. Riteniamo però che, nonostante il titolo si trovi sui massimi degli ultimi tre anni, ci siano ancora margini per la ripresa del trend rialzista.
Gli altri titoli ad aver fatto registrare un ribasso nell'ottava appena trascorsa sono stati: Diasorin (-2,41%), Terna (-0,32%), Telecom (-0,29%), Snam Rete Gas (-0,27%), Fiat Industrial (-0,26%) e Luxottica (-0,09%).
E così ci ritroviamo che già la terza settimana dell'anno può essere estremamente indicativa, una prosecuzione del periodo rialzista sarebbe senza dubbio un segnale fortemente positivo.
Molto dipenderà dalle trimestrali che arriveranno dagli Usa, al momento c'è di che essere ottimisti, ma chi naviga da diverso tempo in queste acque sa per esperienza che si deve avere sempre appresso una buona dose di prudenza.
Autore: Giancarlo Marcotti
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