GIANCARLO MARCOTTI. BORSE IN SALITA: TORNANO A VOLARE I BANCARI. COMMENTO DI CHIUSURA 27/ 01/ 2011
Il Nikkei di Tokyo ha chiuso la seduta con un guadagno dello 0,74%, il surplus commerciale nel 2010 è aumentato del 153%, anno su anno, grazie al forte rialzo (+24,4%) dell’export, trainato dalla domanda cinese, la crescita dell’import, invece, si è fermata ad un +17,7%. Sul Paese del Sol Levante, però, a mercati chiusi, si è abbattuta la scure di Standard & Poor’s che per la prima volta negli ultimi nove anni ha tagliato il rating sul debito, riducendolo a AA- dal precedente AA.
Sono le 8:45 (in Italia) il cambio dollaro yen balza in un secondo da 82,15 a 83, analogamente, la moneta nipponica, contro euro, passa da 112,5 a 113,5 manca solo un quarto d’ora all’apertura dei listini europei e chiaramente c’è un po’ di apprensione.
Cosa accade? Nulla.
La partenza è prudente, ma quasi subito i mercati cominciano a crescere ed a mettersi in luce, in particolare a Piazza Affari, è il comparto bancario.
La buona intonazione dei listini del Vecchio Continente non vacilla nemmeno di fronte a dati macro Usa davvero deludenti: i sussidi alla disoccupazione crescono a 454.000 (stime 410.000) e gli ordini di beni durevoli calano dell’1,3% anziché crescere dell’1,5% come previsto dagli analisti.
Anche un avvio prudente di Wall Street che boccia le trimestrali deludenti di AT&T e Procter & Gamble non influisce negativamente sul trend rialzista in atto in particolare sul nostro listino principale.
Oggi tutti gli occhi degli investitori italiani (e non solo) erano puntati su Fiat, i conti sono stati in linea con le attese, quindi, si è preferito vendere, in particolare Fiat Industrial (-4,5%) nonostante le promozioni di Equita Sim e Natixis, ricordiamo però che alla vigilia il titolo aveva avuto un vero e proprio exploit. Per il Gruppo del Lingotto naturalmente i conti riguardavano la “vecchia società” pre spin-off, il fatturato è salito del 12,3% e l’utile netto è risultato di 600 milioni (ma sale a 1 miliardo senza oneri atipici), fortemente diminuito anche l’indebitamento attestatosi ora a 2,4 miliardi (4,4 miliardi nel 2009).
Il Ftse Mib, però, ha fatto segnare nettamente la miglior performance odierna grazie ai bancari, miglior titolo della seduta Banca Intesa (+4,9%), ma rialzi estremamente significativi anche per Ubi Banca (+3,4%), Popolare Milano (+2,7%), Banca MPS (+2,6%), Unicredito (+2,4%), è rimasto invece al palo il Banco Popolare (+0,1%) affossato dall’”Underweight” di Banca Leonardo.
Giornata da ricordare anche per Diasorin (+4,8%) dopo il via libera da parte della FDA alla commercializzazione del Liaison XI negli Stati Uniti.
Ancora un balzo per Stm (+4,8%) dopo le promozioni a “Buy” da parte di Societe Generale ed “Outperform” da parte di Exane, inoltre Moody’s ha portato a stabile da negativo l’outlook sul debito.
Da rimarcare ancora il rialzo di Azimut (+3,9%) e di Ansaldo (+3,6%) sospinta dall’ennesimo giudizio positivo, stavolta giunto da Societe Generale.
Dal lato dei ribassi, detto di Fiat, citiamo solamente Enel Green Power (-0,9%) sulla quale ha pesato il “Sell” di Citigroup.
In conclusione Piazza Affari conferma la buona intonazione con la quale ha iniziato questo 2011.
Wall Street positiva, ma il Dow Jones non si schioda. Bene ancora il Nasdaq
Una seduta che potremmo definire interlocutoria, quella alla quale abbiamo assistito oggi sui mercati americani. Il Dow Jones ha viaggiato quasi sempre in territorio positivo, ma non si è mai tanto allontanato dalla parità.
Qualcosa di più si è visto sullo S&P500 e soprattutto sul Nasdaq, il comparto tecnologico sembra avere, negli ultimi tempi, un migliore appeal, oggi, oltre a qualche buona trimestrale abbiamo assistito anche a consistenti rimbalzi.
I dati macro hanno sostanzialmente deluso il mercato, sconfortante il dato occupazionale, con le nuove richieste di sussidi cresciute a 454.000 unità, decisamente più del consenso (410.000), ed anche gli ordinativi all’industria, sono risultati negativi (-1,3%) mentre gli analisti prevedevano un aumento dell’1,5%.
Unica, magra, consolazione, le vendite delle case con contratti in corso, aumentate più delle attese.
Non è andata granchè meglio per i dati micro, tre società appartenenti all’indice Dow Jones comunicavano oggi la trimestrale, buoni i numeri di Caterpillar i cui utili sono aumentati del 320%, i ricavi del 62% e l’utile per azione è balzato a 1,47 dollari contro stime per 1,27, ma il mercato è rimasto abbastanza tiepido (+0,9%).
Deludenti invece i conti per AT&T (-2,1%) i cui utili sono diminuiti del 60%, e soprattutto di Procter & Gamble (-2,9%) che ha visto ridursi gli utili del 2,5% ed un eps a 1,11 dollari anziché 1,13 come previsto.
Tutt’altra musica per la trimestrale di Qualcomm (+5,8%), l’azienda prima produttrice mondiale di chip per telefonini non solo ha fatto meglio del consenso, ma ha alzato le stime per l’intero 2011. Buoni rialzi anche per Morgan Stanley (+3,1%) e Xerox (+2,5%) al secondo giorno di recupero dopo il tonfo di martedì scorso in seguito alla delusione dei conti presentati.
Sul fondo della classifica odierna dell’S&P 100 troviamo Sara Lee (-4,8%) estremamente volatile in questi giorni, e le già citate AT&T e Procter & Gamble.
Come dicevamo le notizie migliori arrivano dal Nasdaq (+0,6%) dove oggi è partito in orbita Netflix (+15,2%), la società leader mondiale nella fornitura di contenuti multimediali in streaming, ha annunciato di aver superato i 20 milioni di clienti e stimato un utile per azione, nell’attuale trimestre, compreso nella forchetta 0,90-1,13 dollari, ben superiore così agli 87 cent stimati dagli analisti.
Forte rialzo anche per Micron Technology (+6,4%) il titolo si è così avvicinato ai massimi relativi toccati nel marzo 2010.
Amazon (+5,2%) rimbalza dopo i forti ribassi dei giorni scorsi, al pari di Yahoo (+4,0%) la cui trimestrale non era stata brillante, ma troppo penalizzata dal mercato. Discorso analogo per Altera Corp. (+4,7%), citiamo infine l’ennesimo rialzo di Applied Materials (+4,1%) le cui quotazioni sono oggi ai massimi dal settembre 2008.
Guardando il fondo della classifica troviamo Lam Research (-4,2%), il biotecnologico Celgene (-2,4%) in difficoltà fin da inizio anno e Dell Computers (-2,4%) che torna nuovamente sotto quota 13,5 dollari.
Insomma, neppure oggi il Dow Jones è riuscito a chiudere sopra la soglia dei 12.000 punti, nonostante l’abbia superata per gran parte della seduta, sarà domani il gran giorno?
Stiamo a vedere.
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