GIANCARLO MARCOTTI: BORSE FIACCHE SENZA WALL STREET . COMMENTO DI CHIUSURA 17/ 01/ 2011

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

FotoSketcher - giancarlomarcotti-copia-1Per commentare sedute come quella odierna, spesso si usa l'espressione: “orfane” di Wall Street le Borse europee concludono poco mosse, senza una precisa direzione e con scambi ridotti.

Gli Stati Uniti oggi sono in festa (Martin Luther King Day), le Borse non contrattano e non vengono comunicati dati economici, c'è quasi da annoiarsi, ed in effetti anche le Piazze asiatiche avevano fatto segnare variazioni decisamente contenute.
Soltanto Shanghai ha avuto uno scossone (-2,34% per le B Share) a seguito della decisione della Banca Centrale di aumentare di 50 punti base i coefficienti di riserva obbligatoria, il comparto bancario, di conseguenza, ne ha pesantemente risentito.
Sul nostro listino principale l'attenzione era tutta rivolta al prima giornata dell'aumento di capitale per il Banco Popolare.
Come è andata? Male! O forse meno peggio di quanto si temeva. Il Banco termina a 2,345 euro, tenuto conto che partiva da un prezzo di riferimento (dopo il ricalcolo) di 2,415 euro il ribasso è del -2,90%. Pesante, neanche a dirlo, il calo dei diritti (-18,73%).
Non sono bastate quindi le notizie sulla disponibilità della Fondazione Crt all'acquisizione dello 0,5% del capitale (un investimento per circa 20 milioni di euro), il mercato, almeno in questo primo giorno ha bocciato l'operazione che paga, a nostro parere, un eccessivo “sconto” rispetto alla quotazione del titolo.
Oggi poi, complici i bassi volumi e la riunione di domani dell'Ecofin (non si sa mai che arrivino brutte notizie dai Ministri delle Finanze) a Piazza Affari abbiamo assistito a diverse prese di beneficio.
E' stata buona la partenza d'anno per la Borsa italiana, ma gli investitori italiani, dopo tante scottature preferiscono essere prudenti.
Si spiegano così i cali di Ubi Banca (-2,38%), Mediobanca (-1,39%), Intesa (-0,78%) e Unicredit (-0,76%).
Sempre sull'ottovolante Fondiaria (-2,45%) i cui volumi, però, sono tornati nella norma.
Il calo di Mediaset (-2,20%), invece, è da mettere in relazione con il downgrade di BofA che boccia il titolo del Biscione con un “Underperform”.
A pesare infine sull'indice anche il calo di Eni (-1,47%) che interrompe così, ma forse solo momentaneamente, una bella crescita iniziata ad inizio dicembre.
Se invece rivolgiamo lo sguardo alla parte alta della classifica odierna in testa troviamo, per l'ennesima volta Fiat Industrial (+2,87%) di nuovo a caccia di quota 10 euro, dopo l'esito favorevole del referendum di Mirafiori e le voci dell'interessamento per la divisione camion di Volkswagen.
A seguire troviamo Finmeccanica (+2,29%) che ritraccia leggermente nel finale, dopo essere stata in vetta ai rialzi giornalieri praticamente per tutta la seduta. A mettere le ali alla società guidata da Pierfrancesco Guarguaglini la commessa da 570 milioni di sterline con il Ministero della Difesa britannico da parte della controllata AgustaWestland. E non basta, Alenia Aeronautica ha siglato un contratto per 650 milioni di dollari con Interjet (Compagnia Aerea Messicana).
Altri rialzi hanno interessato Pirelli (+1,79%) sulla quale Royal Bank of Scotland ha portato il target price a 8 euro e Fiat (+0,75%) che supera per la prima volta la soglia degli 8 euro, incredibile!!!
Terminiamo, con un rapido sguardo a ciò che potremmo attenderci nella seduta di domani. Il ritorno “in campo” di Wall Street movimenterà senz'altro le contrattazioni, ma già nella mattinata avremo importanti dati in arrivo dall'Europa, in particolare l'indice Zew tedesco atteso in crescita a 6,30 (dal precedente 4,30).
Da Oltre Oceano il dato macro più rilevante sarà l'indice Empire State delle aziende manifatturiere, anche questo previsto in aumento, e poi, naturalmente le trimestrali.
Insomma domani non ci sarà di che annoiarsi.
Autore: Giancarlo Marcotti

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