GIANCARLO MARCOTTI. BORSE: ANCORA UN PASSO FALSO. COMMENTO DI CHIUSURA 22/ 11/ 2010
Non comincia bene la settimana borsistica, almeno per le Piazze europee, dopo aver aperto in rialzo, infatti, i listini del Vecchio Continente invertivano la direzione di marcia ed al termine risultavano tutti in ribasso anche se con percentuali molto diverse. Molto male il nostro indice principale, occorre però sottolineare che hanno pesato anche gli anticipi dei dividendi in pagamento oggi.
Si trattava di Atlantia (0,355 euro), Enel (0,10 euro), Luxottica (0,22 euro), Mediobanca (0,15 euro), Mediolanum (0,085 euro), Tenaris (0,13 dollari) e Terna (0,08 euro).
La giornata, ancora una volta, è stata caratterizzata dalla debacle dei titoli bancari. Hanno un bel dire tutti gli analisti che il nostro sistema bancario ha retto la crisi molto meglio di altri, nei book si vedono solo venditori ed i titoli risultano così in picchiata.
Un dejà vu al quale però non ci si abitua mai.
Pochissimi si salvano e tra questi ancora una volta Fiat ed Exor i cui rialzi non fanno più notizia, ma sono comunque impressionanti.
Ftse Mib a 20.372,20 punti (-1,93%).
Bulgari (+1,59%) un mese di novembre, al momento deludente, ma non si può sottovalutare la giornata odierna, può essere ancora un momento di svolta.
Exor (+1,49%) e nuovo massimo storico, guardare il grafico fa venire le vertigini.
Fiat (+0,74%) ha chiuso a 13,65 euro, non occorre aggiungere altro.
Lottomatica (+0,57%) termina in territorio positivo seppur lontano dai massimi di giornata. Sono arrivate buone notizie ancora dalla controllata statunitense.
Terminati i rialzi passiamo ai ribassi più significativi.
Prysmian (-4,91%) termina molto lontano dai massimi di giornata, le cose per Draka si complicano.
Finmeccanica ( -4,81%) dopo la feroce trasmissione Report, andata in onda proprio domenica scorsa. Forse in molti hanno dimenticato che il core business di Finmeccanica non sono i ricami a tamburo fatti dalla nonna.
Ubi Banca (-3,68%) sotto i tre euro, è tutto dire.
Fondiaria (-3,51%) cosa c'è sotto l'abisso?
Azimut (-2,97%) termina ben al di sotto di quota 7 euro, anche per il comparto del risparmio gestito sono momenti difficili.
Banco Popolare (-2,92%) una discesa senza fine.
Cir (-2,80%) era anche partita bene, ma col passare delle ore ha visto solo vendite.
Intesa (-2,71%) non viene risparmiato nessun bancario.
A questo punto è chiaro che la situazione politica italiana comincia ad influenzare anche i mercati borsistici del nostro Paese.
Autore: Giancarlo Marcott
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