GIANCARLO MARCOTTI. BORSE: ANCORA TROPPA VOLATILITA' SUI MERCATI. COMMENTO DELLA SETTIMANA AL 12/ 11/ 2010
Soltanto l'indice giapponese Nikkei 225 termina l'ottava facendo segnale un guadagno (+1,03%), per il resto i cali vanno dal -0,29% del Dax al ben più pesante -4,04% del Sensex.
L'indice tedesco migliora così la propria posizione nella classifica dell'anno in corso nonostante un rallentamento piuttosto vistoso della crescita economica, si è passati infatti dal +2,2% (ora rivisto a +2,3%) del secondo trimestre, al +0,7% del terzo trimestre (atteso un +0,8%). Su base annua, comunque, il +3,9% rimane un risultato decisamente confortante.
Il nostro Paese deve accontentarsi invece di una crescita trimestrale del Pil pari al +0,2% nel terzo trimestre (nel secondo era stata del +0,5%), e di un +1,0% su base annua.
Al momento la situazione non induce all'ottimismo, anche se l'ultima seduta si può prestare a diverse interpretazioni, il -0,12% fatto registrare, infatti, non è del tutto negativo, la candela è stata infatti verde (differenza positiva tra il prezzo di chiusura e quello di apertura) e di ben 337 punti (+1,65%!!!), non è proprio usuale vedere un simile recupero.
Tutto dipende ancora una volta dai titoli bancari che praticamente determinano l'andamento del nostro indice principale, venerdì scorso abbiamo assistito ad una ripresa soprattutto delle Popolari che nelle sedute precedenti erano state pesantemente vendute.
A mio avviso i nostri Istituti, nelle ultime due settimane, sono stati eccessivamente penalizzati dal mercato, qualcuno necessiterà pure di una ricapitalizzazione, ma la situazione non può neppure lontanamente essere paragonata ad altre realtà dei Pigs (vedasi Irlanda, ad esempio).
Non vogliamo infatti sottovalutare “l'effetto domino”, ma non si possono equiparare due Paesi il primo dei quali (l'Italia) avrà quest'anno un deficit intorno al 5%, mentre per il secondo (l'Irlanda) si attesterà al 32%!!!
Noi capiamo perfettamente l'orgoglio irlandese di voler a tutti i costi rinunciare agli aiuti in ambito Ue, che implicherebbero delle contropartite in termini di “sovranità”, come, ad esempio, l'innalzamento delle tasse sulle società (ora al 12,5%), ma il FSF (Financial Stability Fund) è stato istituito proprio per calmierare le situazioni più scottanti, con l'obiettivo di diminuire la volatilità dei mercati.
Ora la seduta di venerdì scorso può quindi avere questa chiave di lettura, si ipotizza che alla fine Brian Lenihan, il ministro delle Finanze irlandese, possa martedì prossimo, in occasione della riunione dell'Eurogruppo, “cedere” alle pressioni ed accettare un piano che sarebbe già stato predisposto dalla Germania, si parla di aiuti per 80 miliardi di euro.
Non ci resta che attendere un paio di giorni e vedere se questa chiave di lettura è corretta o meno.
Torniamo al nostro Ftse Mib sulla cui performance settimanale hanno pesato alcune trimestrali non proprio soddisfacenti, sul fondo della classifica troviamo infatti qualche titolo che ha profondamente deluso il mercato.
FTSE MIB a 20.829,83 punti (-1,72%).
TENARIS (+4,07%) le prime due sedute hanno portato il titolo in orbita, ora è in corso un assestamento su quotazioni storicamente elevate, se escludiamo il bimestre giugno/luglio 2008 in cui la società della famiglia Rocca aveva toccato livelli siderali.
AUTOGRILL (+2,97%) torna in auge la società controllata dalla famiglia Benetton. Ora occorre capire se la soglia psicologica dei 10 euro possa risultare uno sbarramento oppure un punto di ripartenza verso obiettivi ancor più ambiziosi. Noi siamo moderatamente ottimisti.
MEDIOLANUM (+2,13%) siamo invece molto più prudenti con la società guidata da Ennio Doris, anche se, obiettivamente, dall'inizio di settembre ha mantenuto un trend di crescita “scolastico”.
FIAT (+1,56%) ha avuto ancora il coraggio di crescere anche in una simile settimana. Il merito è tutto di Chrysler che si sta rivelando uno straordinario affare per l'azienda del Lingotto. Marchionne aveva visto “lontano” quando è volato a Detroit per concludere l'affare con la terza casa automobilistica statunitense, ma, passateci l'autocitazione, anche noi avevamo immediatamente accolto favorevolmente l'accordo intravedendo le straordinarie potenzialità di business e le possibili sinergie.
BANCA MPS (+1,51%) il migliore del comparto, per la verità arrivava da venti giorni di continui ribassi che avevano depresso le quotazioni, ma la discesa sotto la soglia di 0,9 euro ha coinciso con un rimbalzo “corposo”.
Gli altri titoli che hanno terminato l'ottava con un rialzo sono stati: Mediobanca (+1,30%), Parmalat (+0,87%), Exor (+0,50%) e Finmeccanica (+0,48%).
Passiamo ora ai ribassi.
GEOX (-10,71%) è arrivata una trimestrale che ha evidenziato cali in tutti gli indicatori, è sceso l'utile netto (da 89,7 a 72,4 milioni), i ricavi (da 780,6 a 736,5 milioni) e l'Ebitda (da 191,9 a 143,3 milioni), il mercato, all'annuncio dei dati, ha emesso una sentenza (-8,26%).
BUZZI UNICEM (-10,08%) un'ottava che ha fatto ripiombare il titolo (e più in generale il settore) verso quotazioni che sembravano abbandonate definitivamente. Per Buzzi le ultime tre sedute sono state disastrose e serve immediatamente un pronto riscatto.
FONDIARIA (-9,46%) una situazione estremamente preoccupante, nell'ultima seduta di venerdì si è toccato il fondo “assoluto”, mai infatti il titolo aveva chiuso a 6,7 euro. Ormai dovremmo essere vicini ad una svolta.
MEDIASET (-9,41%) brutta settimana per il titolo del Biscione che risente anche della situazione politica, fatto sta che in tre sedute il titolo scende da quota 5,4 a 4,75 euro.
ITALCEMENTI (-6,72%) non c'è pace per i cementieri che restano sempre sotto pressione, per la quinta più grande società a livello mondiale del comparto si tratta dell'ennesima delusione, si torna nuovamente verso quota 5,8 dopo aver avuto l'illusione di puntare verso i 7 euro.
BULGARI (-5,78%) a nostro avviso il titolo era cresciuto troppo sull'onda dei continui record del prezzo dell'oro. Per il momento quota 7 euro ha tenuto, ma non si possono escludere ulteriori ritracciamenti.
PRYSMIAN (-5,32%) continua inesorabile il periodo negativo, venerdì scorso il titolo ha chiuso sotto la fatidica soglia di 13 euro, dando continui segnali di cedimento, consigliamo ancora prudenza.
ANSALDO (-4,59%) un mese di novembre, al momento, da dimenticare, ha fatto sprofondare il titolo di nuovo verso i minimi dell'anno, si è persa anche quota 9 euro, occorre urgentemente un consolidamento dei livelli attuali in attesa della ripartenza.
PIRELLI (-4,31%) anche in questo caso il titolo era cresciuto troppo nelle scorse ottave. Forse ora ci troviamo su livelli più consoni al titolo, ma non sono da escludere ulteriori scivolamenti.
IMPREGILO (-4,12%) riponiamo maggior fiducia nella possibilità di un recupero per il titolo delle costruzioni, è uno sbandamento dal quale ci si può riprendere, anche se il sentiment del mercato, al momento, non premia il comparto.
Gli altri titoli che hanno terminato l'ottava con un ribasso sono stati: Popolare Milano (-3,92%), Intesa (-3,31%), Unicredit (-2,86%), Generali (-2,64%), Telecom (-2,61%), Unipol (-2,47%), Cir (-2,37%), Azimut (-2,18%), Lottomatica (-2,12%), A2A (-1,95%), Eni (-1,40%), Snam Rete Gas (-1,30%), Enel (-1,28%), Terna (-1,27%), Luxottica (-1,25%), Ubi Banca (-1,09%), Banco Popolare (-0,14%) e Stmicroelectronics (-0,08%).
In conclusione possiamo certamente affermare che alcune situazioni di finanza pubblica rischiano di andare fuori controllo, e questo naturalmente nuoce al mercato accentuando la volatilità, occorre quindi, in tutti i modi “calmierare” le situazioni più problematiche per sperare in una chiusura positiva d'anno per i mercati finanziari.
Autore: Giancarlo Marcotti
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