Gheddafi. Con l'Occidente ha alternato ostilità e amicizia. " Il leader dalle sette vite"

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/obama-gheddafi/ansa162280360907220043_big.jpg"Assicureremo a Gheddafi un processo equo, perché tutto il mondo possa vedere alla sbarra il più grande dittatore della Terra", ha affermato ieri a Bengasi Mohamed Abdel Jalil, il leader del Consiglio Nazionale di Transizione (Cnt), l'organismo rappresentativo dei ribelli libici, mentre a Tripoli gruppi di armati si preparano a dare l'assalto al bunker di Muammar Gheddafi, il "leader dalle sette vite" che nessuno sa dove realmente sia, sfuggito molte volte a numerosi attentati ed uscito illeso finora anche dai recenti attacchi aerei Nato alle sue residenze.

 

A dieci giorni dal compimento del 42/o anno di insediamento a capo del suo paese - il golpe incruento con il quale assunse il controllo della Libia, mentre il re, Idris Senussi, era all'estero è datato 1 settembre 1969 - il qaìd di Tripoli che ha sempre rifiutato il titolo di rais (presidente) preferendo quello di "Guida" della Rivoluzione, sembra veramente avere ormai le ore contate, molto più di quanto non sia mai apparso dall'inizio della rivolta, nel febbraio scorso. Ma sia nelle ultime apparizioni in pubblico risalenti a metà giugno, sia in messaggi registrati fatti circolare successivamente, ha giurato che non si sarebbe mai arreso ai ribelli.

 

Folcloristico, pazzo, geniale, assassino: sono alcuni degli attributi piu" ricorrenti, assegnati tutti in periodi diversi al giovane capitano dell'esercito libico - aveva 27 anni nel famoso 1 settembre '69 - autoproclamatosi successivamente ‘'leader della Rivoluzione Verde" e teorico della "Terza via", alternativa al capitalismo e al marxismo messa a punta nel 1977 e descritta nel "Libro Verde", opera politica di riferimento che nella sua vita Gheddafi ha affiancato a produzioni letterarie di scarsissimo successo.

 

Nemico acerrimo - forse più per definizione che in realtà - di Israele è anche elaboratore della teoria secondo la quale solo la creazione di ‘Isratine', un paese unico abitato da palestinesi ed israeliani possa portare la pace in Mo. Aiutato dagli Stati Uniti ad assumere il potere nel '69, in un paese ricco di petrolio e strategicamente importante del Mediterraneo, Muammar Gheddafi, ispirato nelle sue scelte politiche dal leader rivoluzionario egiziano Gamal Abdel Nasser, cominciò qualche tempo dopo ad essere indicato come il finanziatore di gruppi terroristici come l'Ira e il palestinese Settembre Nero, e l'organizzatore di attentati epocali, come quello di Lockerbie (21 dicembre 1988), che provocò 270 morti a bordo di un 747 nei cieli della Scozia, o quello che causò altre 200 vittime su un jet francese in volo sull'Africa nel settembre '89. Per ordine di Ronald Reagan il 15 aprile '86 bombardieri Usa avevano lanciato bombe sul bunker nel quale ancora oggi si ritiene Gheddafi sia asserragliato, a Bab el Azizia, provocando la morte di una bambina di due anni, sua figli adottiva.

 

Nella contrastata storia dei rapporti della ‘Guida' libica con l'Occidente, una data nera per gli italiani è quella del 7 ottobre 1970 - giorno dell'espulsione di 20 mila connazionali che risiedevano in Libia dal periodo della colonizzazione ed avevano accumulato proprieta" - indicato poi dal leader libico come "il giorno della vendetta".

 

Ma la corrente alternata dell'ostilitá con il resto del mondo subì un arresto nel 2004, quando Gheddafi, sollecitato da Washington e da Roma, decise di liberarsi delle sue "armi di distruzione di massa", inviando negli Stati Uniti navi con a bordo le centrifughe per l'arricchimento dell'uranio che aveva acquistato per dotarsi dell'arma atomica.

 

Il riavvicinamento a Roma, verso la quale aveva più volte utilizzato toni accusatori per le vicende coloniali, arriva all'improvviso il 10 giugno 2009 quando scende dall'aereo a Ciampino e abbraccia il presidente del Consiglio Berlusconi avendo in bella vista sul bavero della giacca una foto dell'eroe libico anti-italiano Omar Mukhtar, fatto fucilare dai militari italiani nel 1931.

( Fonte: www.americaoggi.info)

Autore: Remigio Benni

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