GB, Which? indaga sulle consulenze “interessate”
Solo cinque consulenti su 37, all'interno delle maggiori banche britanniche, hanno fornito ai clienti consigli adeguati sul modo di investire il proprio denaro. Sono i risultati (riportati dal quotidiano Guardian) di una ricerca condotta da Which?, influente associazione britannica a tutela dei consumatori. «Ora più che mai i clienti hanno bisogno di essere guidati da figure degne di fiducia riguardo a cosa possono fare con i propri soldi», ha dichiarato il direttore esecutivo di Which? Richard Lloyd. Che, di conseguenza, ha deciso di fare rapporto alla Financial Services Authority. I ricercatori di Which? si sono recati in incognito nelle filiali di diversi istituti, dichiarando di avere del denaro da investire ma di non essere in possesso di sufficienti conoscenze tecniche. 17 consulenti hanno loro proposto prodotti finanziari complicati e costosi. Quattro di essi, per giunta, non hanno specificato l'esistenza di vincoli contrattuali che avrebbero comportato il pagamento di una penale (fino anche al 12%) in caso si volesse uscire dall'investimento nell'arco dei primi cinque anni. In altri 18 casi (come ad esempio in una filiale di Lloyds) le consulenze sono state presentate come gratuite: in pochi hanno ammesso che, quando vendono determinati prodotti finanziari, le banche ricevono delle commissioni dalle società finanziarie che li emettono. Tale consuetudine sarà vietata a partire dalla fine del 2012. Nel caso peggiore, a un cliente è stato consigliato di investire 50 mila sterline senza rendergli noto che la banca, di conseguenza, ne avrebbe intascate 4.400. HSBC in due occasioni ha dato consigli appropriati. Nella terza visita, però, il ricercatore aveva ribadito diverse volte di non volersi assumere rischi, ma il consulente della banca gli ha proposto di investire più dell'80% del suo denaro in un fondo pericoloso e del tutto inadatto alle sue esigenze. ( Fonte: www.valori.it)