GB, per l'immobiliare è ancora crisi
Nel frattempo, la Bank of England fa sapere che in tutto nel mese di febbraio gli istituti di credito hanno erogato poco meno di 49 mila mutui immobiliari: a gennaio erano quasi 58 mila. Negli ultimi otto mesi non si era mai segnalato un dato così basso. Da un lato infatti la domanda è debole, anche perché è appena terminato il periodo di esenzione dall'imposta di bollo che era stato concesso a chi acquistava una prima casa di valore inferiore alle 250 mila sterline. Ma fra le ragioni c'è anche il fatto che le banche hanno imposto condizioni molto più severe per l'accesso al credito.
La crisi, in sintesi, non è finita. L'ha confermato in settimana lo stesso governatore della banca centrale inglese, Mervyn King, che si è soffermato sul fatto che gli istituti di credito – temendo le ripercussioni della crisi debitoria dell'eurozona – cerchino di tutelarsi rafforzando i propri bilanci. Cosa che, dall'altro lato, fa paventare il rischio credit crunch. Per giunta, la fiducia dei consumatori è messa a rischio da un mercato del lavoro ancora in difficoltà. Di conseguenza, in una rilevazione condotta dalla banca centrale di Londra, gli istituti britannici hanno affermato di aspettarsi un ulteriore “lieve” calo della disponibilità di mutui nel secondo trimestre. ( Fonte: www.valori.it)