GB, le banche temono un’impennata delle insolvenze
A dirlo è la banca centrale britannica: gli istituti di credito, nel terzo trimestre di quest'anno, devono aspettarsi un aumento del tasso di default relativo ai prestiti immobiliari e alle piccole imprese. Nella rilevazione che è stata loro sottoposta relativamente al secondo trimestre, infatti, sono state le stesse banche a segnalare un aumento delle perdite su tali business, oltre che nei prestiti non garantiti (come le carte di credito). E all'orizzonte non si vedono inversioni di tendenza.
A scatenare questa situazione – che, a soli tre anni dallo scoppio della crisi globale, non può che destare preoccupazione – è stata una commistione di fattori.
L'inflazione, secondo il Fondo monetario internazionale, nel 2011 resterà intorno al 4%. E il deficit pubblico ai massimi storici (al 10,2% del pil nel 2010) viene pagato soprattutto dai contribuenti, in termini di aumenti fiscali e tagli ai posti di lavoro nel comparto statale. Mentre gli stipendi stentano ad aumentare.
In sintesi, l'economia britannica sta crescendo “al rallentatore”: il che incide pesantemente sul potere d'acquisto delle famiglie e sulla solidità delle imprese.
E proprio i mutui immobiliari e il credito alle piccole aziende sono fra i tasti più delicati. I prezzi delle case, secondo la banca Halifax, hanno registrato un +0,3% nel mese di maggio: ma si tratta di una crescita molto flebile, se si considera il -1,2% su base trimestrale.
Il real-estate inglese, insomma, fatica a uscire dalla crisi in cui è precipitato negli ultimi anni. Sul credito alle imprese, inoltre, si sta scatenando una vera e propria battaglia politica. Visto come il possibile volano per la ripresa, è stato incluso fra i punti cruciali del progetto Merlin. Ma si è ancora ben lontani dall'obiettivo di 19 miliardi di sterline che era stato concordato. E, mentre il ministro per l'Industria Vince Cable minaccia ritorsioni e i sindacati lo accusano di immobilismo, le banche si difendono: a detta loro, è la domanda da parte delle imprese ad essere ancora tiepida. E, visti gli ultimi dati, si può dubitare del fatto che la situazione sia prossima a sbloccarsi nel breve periodo.
( Fonte: www.valori.it)