GB, la Green Investment Bank finanzierà il nucleare?
Quando la finanza incontra la politica e il complesso dibattito sull'approvvigionamento energetico, rischiano di nascere veri e propri paradossi. Come la possibilità che la prima banca inglese per gli investimenti “green” finisca per finanziare gli impianti nucleari.
Nell'aprile del 2012 aprirà i battenti la Green Investment Bank, accolta come una svolta storica per la finanza d'Oltremanica. Opererà con le stesse modalità delle banche tradizionali, ma con una differenza: utilizzerà i propri profitti per finanziare iniziative legate alle energie rinnovabili. Il governo britannico, che si è impegnato ad affermarsi come il più “green” della storia, le ha destinato 3 miliardi di sterline. Un capitale che – si calcola – dovrebbe essere sufficiente per attirare, entro il 2015, investimenti privati pari a 15 miliardi.
I primi investimenti saranno relativi soprattutto all'eolico, a programmi di efficienza energetica e di gestione dei rifiuti. Ma il ministro dell'Industria Vince Cable ha rilasciato una dichiarazione che non potrà che scatenare polemiche. L'energia nucleare non soddisfaceva i criteri stabiliti per la prima tornata di investimenti, ma, ha specificato, «nessun settore verrà escluso». E il dipartimento per l'Industria, l'innovazione e le tecnologie afferma che gli investimenti nell'atomo ormai godono di una «stima di alto livello». Mettendoli a confronto con eolico, energia dei mari e veicoli elettrici. Un altro segnale eloquente è il fatto che, a capo del team di consulenza per la banca, sia stato messo Adrian Montague: che fino al 2009 si occupava di nucleare per il British Energy Group.
Il motivo di tutta quest'attenzione al nucleare (e del cambiamento di fronte di Cable, che prima di entrare nell'esecutivo di David Cameron ne era un oppositore) diventa molto più comprensibile se si considera un fattore. Circa un quinto del fabbisogno energetico inglese, attualmente, è coperto dalle centrali. Ma tutte (tranne una) andranno sostituite entro i prossimi vent'anni perché ormai obsolete. E ci sarà bisogno, complessivamente, di circa 200 miliardi di sterline. Un esborso di dimensioni colossali: per il quale il governo, fin da ora, sta cercando una strategia. ( Fonte: www.valori.it)