GB, Jenkins (BoE) contro le lobbies bancarie

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.valori.it/immagini_articoli/201111/robert_jenkins.jpg«È disonesto, perché non corrisponde alla verità» dire che le banche non abbiano altra strada per rendersi più stabili se non quella di chiudere i rubinetti del credito alle imprese. A dichiararlo è Robert Jenkins ( nella foto), uno dei membri del Financial Policy Committee interno alla banca centrale britannica. Jenkins proviene proprio dal mondo della finanza: prima di assumere tale incarico gestiva infatti il gruppo F&C Investments. Ma nel corso delle ultime settimane si è schierato più volte contro le posizioni portate avanti dai lobbisti dei banchieri. In un editoriale pubblicato sul Guardian questo mese ha sostenuto infatti la necessità di accelerare i tempi sulle riforme predisposte dalla commissione Vickers, invece di tentare – come già accade – di rimandarle. E in un discorso tenuto ieri ha preso nuovamente posizione. Le banche, ha dichiarato, affermano di essere obbligate a ridurre il leverage dai regolatori, che impongono loro di rafforzare i propri bilanci. Ma sostengono di non avere la possibilità di ricorrere ai mercati, perché manca l'appoggio degli investitori. E che, quindi, la strada obbligata sia quella di ridurre l'erogazione dei prestiti alle imprese. In altri termini, gli istituti danno indirettamente ai regolatori la colpa per la debolezza nella quale ancora versa l'economia britannica. «L'ultima tattica di lobbying è quella di convincere gli esperti, l'opinione pubblica e i politici del fatto che insistere subito per la prudenza sia eccessivamente dannoso per l'economia – ha dichiarato Jenkins –. Ma questa è una strategia intellettualmente disonesta e potenzialmente dannosa». E i modi per rafforzare i bilanci sono altri: ad esempio ridurre i bonus e limitare le operazioni più rischiose. ( Fonte: www.valori.it)

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