Fotovoltaico, l'Italia è il secondo mercato al mondo. E guarda all'estero
Il settore fotovoltaico italiano sta vivendo un momento d'oro: ormai è arrivato a ricoprire un ruolo di primo piano a livello internazionale. È il quadro disegnato nel corso della terza edizione dell'Italian PV Summit, conclusa ieri a Verona: una due giorni di informazione e confronto in vista di Solarexpo, che prende il via nella giornata di oggi, sempre nella città scaligera. In sintesi, le prospettive, per le imprese del solare made in Italy, sembrano più che positive. L'Italia, con più di un gigawatt installato ogni anno, è ormai il secondo mercato del fotovoltaico al mondo (dopo la Germania) e ha alle spalle un bagaglio di esperienze che ha pochi eguali a livello internazionale.
Gli addetti ai lavori sono concordi: nel momento in cui il fotovoltaico è ormai diventato una commodity, la concorrenza si prospetta sempre più serrata. Allora, se si vuole sopravvivere, si è obbligati a differenziare l'offerta, investire in innovazione e cercare legami e partnership. È il motivo per cui le imprese italiane stanno risalendo la filiera: sempre più spesso, nate come semplici società di installazione, diventano aziende integrate, operative in tutte le fasi della catena produttiva. È proprio per questo che si stanno affermando in modo sempre più deciso all'estero. Lo dimostrano i numeri: l'internazionalizzazione, già oggi, vale il 10% del fatturato del settore. È il caso di Enerpoint, che ha aperto una filiale nel promettente mercato di Israele. O di Silfab, che ha appena inaugurato una sede in Ontario (Canada) che nel 2012 produrrà 180 MW, dando lavoro a 200 persone. È da poco sbarcato oltreoceano anche MxGroup, che negli Stati Uniti produce moduli fotovoltaici con una capacità da 65 MW. L'investimento iniziale, di 14,4 milioni di dollari, entro la fine di quest'anno potrebbe fruttarne 100.
Ha dato un quadro completo del settore la ricerca di A.T. Kearney, presentata in anteprima al convegno. Nel 2010, il comparto delle energie rinnovabili in Italia ha raggiunto un valore di 21 miliardi di euro e a fare la parte del leone è stato proprio il fotovoltaico, con circa 11,5 miliardi. Un volume d'affari che – è bene notare – non dipende soltanto dagli incentivi: anzi, questi ultimi contano per meno del 10% sul totale. Dati di questo genere danno le dimensioni di un mercato ormai maturo. E fanno capire i motivi dell'acceso dibattito relativo al Quarto Conto Energia, che probabilmente il Governo approverà nelle prossime ore. ( Fonte: www.valori.it)