Fonsai, governance più moderna cambia la struttura organizzativa
Fonsai rivoluziona la sua struttura organizzativa e si dota di una governance più moderna nel tentativo di dimostrare al mercato un cambio di rotta deciso rispetto a una gestione che nel passato era stata condizionata dall'influenza della famiglia Ligresti, azionista di controllo. Il cda della compagnia ha aperto le sue porte ai rappresentanti di Unicredit, la banca che si è fatta carico del salvataggio di Fonsai rilevando il 6,6% del capitale a caro prezzo (170 milioni di euro) e si è impegnata direttamente nella gestione nel tentativo di riportare alla redditività il gruppo e salvaguardare un'esposizione di quasi 400 milioni nei confronti dei Ligresti. Dei tre rappresentanti designati da Piazza Cordusio – il capo dell'audit Ranieri de Marchis, l'avvocato Roberto Cappelli e l'ex manager Ras Salvatore Militello – due (de Marchis e Militello) entreranno a far parte anche del comitato esecutivo (che salirà da sette a nove membri). Militello siederà, con il ruolo di lead coordinator, anche nei comitati controllo interno e retribuzioni. La volontà di tagliare i ponti con il passato emerge soprattutto nel nuovo organigramma aziendale a cui hanno lavorato a testa bassa l'amministratore delegato, Emanuele Erbetta, e il direttore generale, Pier Giorgio Peluso, approdato a Fonsai da Unicredit. In primo luogo le funzioni di controllo (audit, compliance e risk management) risponderanno al cda e non più all'amministratore delegato, cioè a organi gestionali. Viene poi semplificata la direzione generale: in Fonsai resteranno dg solo Erbetta e Peluso mentre sono stati revocati gli altri sette incarichi di direttore generale, condirettore e vicedirettore generale assegnati all'interno del gruppo. Sotto Peluso, che riporta direttamente a Erbetta, resteranno sei funzioni tra cui il bilancio, la finanza, la pianificazione strategica e il controllo di gestione nonchè le operazioni straordinarie. Tra le funzioni che riportano a Erbetta spiccano quelle legate al business assicurativo e che vedono il direttore generale di Premafin, Stefano Carlino, (secondo indiscrezioni presto in uscita dalla holding nell'ottica di una separazione di ruoli tra controllante e controllata) mantenere la responsabilità su vita e finanza.(a.a.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)