Fonsai... Braccio di ferro
Braccio di ferro sulla ricapitalizzazione Fonsai con Unicredit che si schiera apertamente a fianco di Mediobanca per un'operazione che avrebbe l'effetto di mettere all'angolo i Ligresti mentre la famiglia, cui fa capo il gruppo assicurativo, punta a prendere tempo rinviando la decisione al nuovo anno.
In vista del Cda della compagnia domani, chiamato a valutare le misure per rafforzare il patrimonio del gruppo, ieri si è tenuto l'atteso incontro dei vertici di Fonsai e dei consiglieri indipendenti con l'advisor Goldman Sachs, che ha presentato il lavoro fin qui svolto con le valutazioni da portare dopodomani al board. Bocche cucite, ma l'idea è che il fabbisogno di capitale possa essere anche superiore ai 600 milioni chiesti da Mediobanca.
La riunione si è svolta in parallelo, nel primo pomeriggio, con un incontro dell'amministratore delegato Emanuele Erbetta all'Isvap: l'autorità preme da tempo affinchè la compagnia riporti l'indice di solvibilità sula soglia di sicurezza del 120 per cento.
«Dalle informazioni avute ritengo necessario un rafforzamento patrimoniale della società e il sistema più logico mi pare l'aumento di capitale», ha affermato in un'intervista al "Giornale" Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, che della compagnia è socio col 6,6% dall'aumento di capitale da 450 milioni della scorsa estate. «Ma il discorso è complessivo, riguarda anche l'assetto delle holding a monte di Fonsai. Vedremo: tutte le strade sono aperte», ha aggiunto il banchiere, che era già intervenuto sul tema nell'ultima assemblea di Piazza Cordusio.
Unicredit è il principale creditore dei Ligresti e nei giorni scorsi con le altre banche ha detto no alla proposta di Banca Leonardo, advisor della famiglia dell'ingegnere siciliano, di una nuova moratoria sui debiti.(a.s.)
( Fonte: www.gazzettadelsud.it)