FINANZIARIA AL TRAGUARDO: PREVISTO PER OGGI IL VOTO FINALE DEL SENATO

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Legge di Stabilità al capolinea. Oggi in serata il Senato dovrebbe dare il via libera alla nuova Finanziaria senza modifiche rispetto al testo uscito dalla Camera. Il governo assicura che, giunta in porto la nuova Finanziaria, non ci sarà bisogno di una manovra bis. "Non ci sarà bisogno. È una balla - assicura il ministro della Difesa Ignazio la Russa a Porta a Porta - In ogni caso, se fosse necessaria, dovrebbe farla un governo legittimato e non un'ammucchiata che va da Vendola a Fini".

Lo dice anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti: "È un un piccolo espediente, un trucco della vecchia politica" per dare peso ad un altro governo, sostiene. In Parlamento la polemica non manca. Ma la legge di Stabilità è oramai in dirittura d'arrivo. "È la prima volta - attacca il Pd con il capogruppo in commissione Bilancio Vidmer Mercatali - che succede che una Camera non possa dare nessun contributo e non mi sembra normale che il Senato sia ignorato su quella che è la legge più importante di tutta l'attività legislativa".

L'opposizione, tra l'altro, vorrebbe un cambio di rotta deciso del provvedimento che, attacca la presidente dei senatori del partito di Bersani, Anna Finocchiaro: "Ha dimenticato la crescita, il controllo della spesa e la competitività".

E su queste tre linee è impostato il pacchetto di 17 emendamenti presentati dal suo gruppo al provvedimento.

Ma a chiedere un cambio di passo sul fronte dello sviluppo è anche Fli. "Questa legge di stabilità - sottolinea il responsabile Energia dei finiani, il senatore Giuseppe Menardi - ci è imposta dalla contingenza economica, tuttavia resta un'occasione sprecata per invertire la rotta a favore della crescita". E d'altra parte anche il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha chiesto al governo di cercare di conciliare il rigore dei conti con lo sviluppo.

Altro fronte che resta aperto con la Legge di Stabilità è quello del terzo settore. Domenica, il capo dello Stato Giorgio Napolitano (che oggi incontrerà i lavoratori della Scala di Milano colpiti dai tagli) ha sottolineato che in tempi di crisi quello del volontariato è un settore che ha un ruolo fondamentale.

Ieri, il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha sottolineato che la riduzione del 5 per mille, e più in generale i tagli che interessano il no profit, previsti in Finanziaria mettono a rischio i servizi sociali offerti dai Comuni. "Cari amministratori - è il monito del cardinale - aiutate chi sa aiutare, sostenete chi sa sostenere".

È difficile, però, ipotizzare che possano arrivare modifiche in questo ambito già in Finanziaria. Per quanto riguarda il 5 per mille, in ogni caso, dalla maggioranza, è arrivata la rassicurazione che nel primo provvedimento utile arriveranno i 300 milioni che mancano a rifinanziare la misura in maniera uguale al 2010.

Chiusa ieri la discussione generale, oggi alla ripresa dei lavori in Senato ci sarà la replica del governo e poi si passerà ai voti sui circa 170 emendamenti alla Finanziaria e i 5 al ddl di bilancio. L'ok finale è previsto per questa sera.

 

Draghi: per la stabilità serve rigore

Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi torna a spronare alla crescita, elemento fondamentale quanto il rigore dei conti per la stabilità finanziaria e necessaria "per pagare i debiti".

Ribadisce come le banche italiane siano solide ed eventuali rischi potrebbero arrivare, nel caso, proprio dalla debolezza dell'economia italiana.

Mentre la crisi dei debiti sovrani resta profonda in Europa, con un allargamento degli spread, giudicato inevitabile ma "eccessivo", Draghi difende "il grande successo" della moneta unica, non commenta l'ipotesi di Eurobond ed invita ad andare "avanti sul consolidamento dei conti pubblici".

L'occasione per il governatore arriva dalla presentazione del nuovo rapporto sulla Stabilità Finanziaria, un compendio pratico e maneggevole delle maggiori pubblicazioni e ricerche della Banca centrale ad uso degli operatori e delle autorità europee e specie del nuovo organismo Esrb che partirà a gennaio.

Affiancato da "quasi tutto il direttorio al completo", Draghi mette di nuovo il punto sulla buona salute e solidità del sistema finanziario e bancario italiano che dalla crisi del debito sovrano riceve "effetti limitati". Questo grazie alla bassa esposizione verso i paesi più a rischio (meno dell'1% degli attivi totali in Grecia, Portogallo e Irlanda e quasi il 2% se si somma la Spagna) e diversi altri fattori fra cui la "qualità dei bilanci" e l'attività di credito tradizionale. Proprio questa però rappresenta, in caso di perdurare di debole crescita dell'Italia, un fattore di rischio.

Certo "la crescita delle sofferenze si è fermata" dopo un aumento di 24 mesi ininterrotto ma gli istituti italiani potrebbero subire ulteriori contraccolpi dall'economia reale, questa sì toccata dalla situazione attuale. La crisi, sottolinea il governatore, ha fatto emergere "il legame inscindibile che unisce la stabilità finanziaria alla crescita economica". Per questo alla fine di preservare la stabilità "la priorità oggi é adottare politiche che aumentino il potenziale di crescita dell'economia italiana" visto che il calo del Pil fa aumentare i deficit anche in assenza di politiche di spesa come nel caso italiano.

Le banche, "alcune più di altre" dovranno così rafforzare il capitale per fare fronte alle perdite, per sostenere le imprese e per adeguarsi a Basilea3. Un elemento di preoccupazione per l'altro "pilastro" italiano, le famiglie è quello di "una rapida crescita dei mutui a tasso variabile", specie quelle a meno abbienti che prima della crisi si sono indebitate.

Il governatore infine difende l'operato della Bce, volto a evitare al sistema "danni permanenti" dal colossale "e inevitabile" movimento di riprezzamento dei titoli di Stato di paesi con politiche di bilancio divergenti ma che la speculazione sta ora spingendo verso spread "eccessivi che non riflettono i fondamentali". Nonostante le turbolenze tuttava la domanda dei bond e anche di quelli italiani, registra "una buona tenuta complessiva". ( Fonte: www.americaoggi.info)

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