Fiat, contratto unico in "stile Pomigliano"
«Una svolta storica» la definisce Sergio Marchionne, amministratore delegato del Lingotto, che elogia «quei sindacati che hanno avuto il coraggio di cambiare» e parla di «segnale di speranza per il Paese».
Tra gli effetti del nuovo contratto, che prima di Natale sarà sottoposto al voto delle Rsu, c'è la scomparsa dalle fabbriche Fiat della Fiom: non ci saranno, infatti, più rappresentanti sindacali unitari, ma le Rsa (rappresentanti aziendali unitari) nominate dai sindacati che hanno firmato il contratto, come previsto dall'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori. La Fiom, che già ieri ha riunito i segretari provinciali della realtà dove sono presenti stabilimenti del gruppo, alla presenza della leader Cgil, Susanna Camusso, chiede al governo «di non stare a guardare» e accusa Fim e Uilm «di avere accettato di ridursi a un sindacato aziendale e corporativo». «Mi dispiace che la Fiom non ci sia – commenta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – ma sono contrario alle modifiche all'articolo 19 dello statuto», chieste da Camusso.
Con il nuovo contratto per i lavoratori, che nel 2012 riceveranno un premio straordinario di 600 euro, cambieranno molte cose. Lavoreranno su 18 turni (tre al giorno su una settimana lavorativa di sei) con una settimana di sei giorni lavorativi e la successiva di quattro, potranno essere chiamati in fabbrica al sabato e potrà essere chiesto loro di fare 120 ore di straordinario, 40 in più delle 80 attuali, faranno meno pause. Sono previste norme per contenere l'assenteismo, la clausola di responsabilità in base alla quale chi non rispetta gli accordi verrà sanzionato in termini di contributi e permessi sindacali. Tra le principali novità ci sono la maggiorazione dal 50% al 60% dello straordinario al sabato, l'aggiunta ai cinque scatti di anzianità biennali di un sesto scatto quadriennale, l'aumento del contributo aziendale alle pensioni integrative.
Per la Uilm «ora Fabbrica Italia può andare avanti», mentre la Fim sottolinea che «è stata una trattativa vera». La Fismic parla di «contenuto innovativo», l'Ugl di «risposte adeguate alle esigenze dei lavoratori». Il parlamentare Pd Cesare Damiano chiede «di riaprire il dibattito sulla democrazia in fabbrica».
La Fiom non si arrende e, contro il nuovo contratto che cancella la sua presenza nelle fabbriche Fiat, mette in cantiere iniziative di lotta. A metterle a punto sarà la direzione nazionale venerdì che convocherà l'assemblea dei delegati (non si sa ancora se prima o subito dopo Natale), ma già ieri la questione è stata al centro di una riunione con i segretari provinciali Fiom delle realtà dove è presente la Fiat, alla quale ha partecipato anche la leader Cgil, Susanna Camusso.
Il sindacato di Maurizio Landini si rivolge al governo a cui chiede «di non stare a guardare» perchè «il contratto peggiora le condizioni di lavoro e limita le libertà sindacali».
A Giorgio Airaudo, responsabile Auto, non piace la decisione di fare votare sull'accordo le Rsu e non i lavoratori «come ultimo atto prima del loro scioglimento»: «è una foglia di fico – osserva – e una violazione dell'accordo del 28 giugno che prevede il voto delle Rsu solo per gli accordi aziendali».
«La Fiat – sostiene Airaudo – ha costretto alla resa con il superamento del contratto nazionale di lavoro una parte del sindacato». ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)
Autore: Amalia Angotti
Autore: Amalia Angotti
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