Fiat accelera con gli utili firmati Chrysler

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www3.lastampa.it/fileadmin/media/economia/01marchionne.jpgChrysler torna all'utile dopo 14 anni e traina i conti del gruppo. «Sono orgoglioso», dice Sergio Marchionne, che parla di «un 2011 eccezionale» e sull'anno appena iniziato assicura: «sono sereno». Ai sindacati annuncia che a Mirafiori saranno prodotti due nuovi modelli destinati ai mercati internazionali, a regime di 280.000 vetture all'anno, primo modello nel dicembre 2013, e che lunedì 6 febbraio ci saranno ulteriori 662 assunzioni alla newco di Pomigliano (l'organico arriverà così a 1.845 unità). Alla ex Bertone di Grugliasco comincerà a dicembre la produzione della piccola Maserati.

L'esercizio chiude in modo positivo: i conti di Industrial, con un utile quasi raddoppiato a 700 milioni di euro e 240 milioni di dividendi, mentre la Spa, che vara bond fino a 3 miliardi, registra un utile di 1,7 miliardi ma lascia a bocca asciutta i soci che hanno solo azioni ordinarie. A Piazza Affari i titoli del gruppo volano: Fiat chiude con un +5,02%, Industrial con +3,47%, Exor con +4,42%.

Nel giorno dei risultati del Lingotto arrivano anche i dati sul mercato italiano dell'auto nel primo mese dell'anno: a gennaio la quota di Fiat Group Automobiles, Jeep inclusa, si attesta al 29,47%, stabile rispetto al 29,46% di un anno fa, ma più alta di dicembre scorso, quando era al 28,5%. Un segnale positivo per Marchionne, che per il 2012 indica l'obiettivo di vendere in tutto il mondo tra 4,1 e 4,4 milioni vetture. La sua giornata è un tour de force che inizia al mattino con i cda, continua nel pomeriggio con tre conference call con gli analisti finanziari, e termina in serata con l'incontro con i sindacati. Il manager del Lingotto ribadisce la volontà di trovare un partner in Europa, anche se non ci sono novità, conferma che la quotazione della Ferrari è un obiettivo, ma non è questo il momento giusto, e dice che per la Maserati «il 2012 non sarà un anno eccezionale».

«Siamo impegnati per aggiustare in modo permanente il sistema produttivo in Italia», spiega Marchionne, che ricorda tra gli obiettivi la necessità di un sistema flessibile per rispondere alle richieste del mercato, un utilizzo sostenibile degli impianti, e un rigido contenimento dei costi, in particolare di quello del lavoro. Se riconosce che la fine della produzione a Termini Imerese è stata dolorosa ma inevitabile, taglia corto su possibili altre chiusure: «bisogna rendere gli impianti europei competitivi come quelli americani».

Ai dipendenti Chrysler distribuirà dei bonus legati alla performance 2011 della casa automobilistica: «È un premio che vi siete guadagnati. Siete andati e siete tornati, smentendo le previsioni di una nostra morte. I vostri sforzi hanno riscritto la storia che in molti avevano previsto», scrive ai lavoratori della casa di Detroit. ( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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