Fed, prestiti “segreti” alle grandi banche durante la crisi
Nel cuore della crisi finanziaria i principali colossi bancari hanno ricevuto liquidità in “segreto”, grazie ad un'operazione d'emergenza messa in piedi dalla Federal Reserve. Ciò che stupisce – e che ora desta critiche – è che i dettagli non siano stati rivelati né agli investitori, né ai membri del Congresso, né tanto meno all'opinione pubblica.
A darne notizia è l'agenzia Bloomberg, secondo la quale il programma ST-OMO (operazioni di mercato aperto single-tranche) ha costituito uno strumento di politica monetaria inaugurato dalla banca centrale americana nel marzo 2008 e portato avanti fino al mese di dicembre. La Fed aveva stipulato una serie di repurchase agreements per un valore complessivo che si aggirava intorno agli 80 miliardi di dollari, destinandoli ai primary dealers, ovvero alle venti banche d'investimento con le quali scambia titoli di Stato. A differenza dei repo tradizionali, la durata era di 28 giorni. Le banche partecipavano di volta in volta alle aste per aggiudicarsi i fondi e per stabilire il tasso d'interesse. Che nel mese di dicembre era sceso fino allo 0,01%; molto meno rispetto allo 0,5% solitamente applicato dalla Fed.
Si trattava del periodo più duro della crisi. Proprio il 15 settembre 2008 Lehman Brothers aveva annunciato il proprio fallimento, scatenando un dissesto senza precedenti nella finanza globale. Ed è per questo che i portavoce della Fed rivendicano la necessità dell'operazione, che a detta loro è servita ad alleviare la tensione presente nei mercati finanziari, scongiurando il credit crunch che avrebbe ulteriormente messo in crisi imprese e risparmiatori. In pratica, si è trattato di «un sussidio puro e semplice», a quanto afferma Robert A. Eisenbeis, ex dirigente alla Fed di Atlanta.
Ed è polemica sull'assoluta mancanza di trasparenza dell'operazione. Barney Frank - che all'epoca era a capo dello House Financial Services Committee ed è co-firmatario dell'attuale legge finanziaria - è lapidario: «Fino a questo momento non ne ero a conoscenza». I portavoce della Fed di New York, ai quali era demandata la supervisione sull'operazione, si affrettano a specificare di aver pubblicato, all'epoca, i dati aggregati nel sito internet dell'istituto. Ma nessuna fonte ufficiale, per ora, ha ancora reso noto l'ammontare esatto di ogni prestito. Secondo alcune stime, Credit Suisse ne avrebbe ricavato 45 miliardi di dollari; Goldman Sachs ed RBS 30 miliardi; Deutsche Bank, Barclays e UBS circa 15 miliardi ciascuna. ( Fonte: www.valori.it)