Fed, nuovi stress test bancari (con disoccupazione ipotizzata all’11%)
La Federal Reserve ha ordinato ai 19 maggiori colossi bancari statunitensi di testare i propri livelli di capitalizzazione ipotizzando una nuova recessione, che comporterebbe un tasso di disoccupazione superiore all'11%. L'hanno riferito all'agenzia Bloomberg due fonti a diretta conoscenza della questione, che preferiscono mantenere l'anonimato dal momento che i dettagli non sono ancora pubblici.
Finirà a marzo l'analisi della Fed, che ha sottoposto a stress test le performance di prestiti, titoli, profitti e capitali delle banche, ipotizzando almeno tre diversi scenari economici. Gli istituti di credito hanno consegnato il mese scorso le proprie ipotesi di intervento, che saranno sottoposte al vaglio di una nuova authority di controllo, il Large Institution Supervision Coordinating Committee.
Lo scenario avverso disegnato dalla banca centrale statunitense comporta, alla fine del 2011, un calo del pil dell'1,5% su base annua; ma, in compenso, una crescita della produttività (entro la fine del 2014) del 4% rispetto al terzo trimestre del 2010. L'ipotesi più “drastica” riguarda la disoccupazione, che supererebbe l'11% entro l'inizio del 2012, per poi scendere al 9,5% per la fine del 2013.
La banca centrale degli Stati Uniti, dunque, esige che gli istituti di credito siano preparati ad affrontare una nuova, pesante crisi: ma, fortunatamente, ciò non significa che sia questa la possibilità ritenuta più verosimile. A gennaio il Federal Open Market Committee ha previsto una crescita annua pari ad almeno il 3,4% per i prossimi tre anni, con la disoccupazione (che nell'ultimo trimestre del 2010 si è attestata al 9,6%) in calo intorno al 7%.
Proprio in questo periodo molti dirigenti - inclusi quelli di Bank of America, PNC e JPMorgan Chase - stanno chiedendo le autorizzazioni per aumentare i dividendi: dovranno scontrarsi con una politica di supervisione e controllo che, dopo la crisi, è diventata estremamente severa. ( Fonte: www.valori.it)