Evasione fiscale. Italia " in nero" come dieci anni fa

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Evasione_1349348174.jpgItalia in nero? Tutto uguale a 10 fa. Nulla è cambiato. Almeno a stare ai risultati del terzo rapporto dell'Eures che ha preso in esame i comportamenti fiscali di 52 categorie di lavoratori attraverso l'esperienza di un campione rappresentativo della popolazione di 1.225 italiani.

La notizia dunque è che non c'é notizia: tutti continuano ad evadere e per la maggior parte degli intervistati le politiche per il contrasto all'evasione sono inefficaci. Tanto che cresce la rabbia e la voglia di "giustizialismo" con la maggior parte del campione pronto a concedere la galera per l'evasore di turno. Dal rapporto risulta che è in nero il 60% delle prestazioni nella manutenzione della casa e nei servizi alla famiglia (colf, babysitter, badanti). Ma è record anche nelle ripetizioni private (89%) e l'evasione è al 40% nelle libere professioni. Maglia nera agli avvocati e si segnalano ancora troppi furbi nella ristorazione.

Dunque "in 10 anni nulla è cambiato, ma per gli italiani la misura è colma". Cioé cresce la voglia di "giustizialismo fiscale: sospensione delle licenze, delle abilitazioni e se non bastasse anche il carcere". Più in dettaglio il rapporto analizza il comportamento fiscale di 52 categorie di lavoratori (14 artigiani e 8 fornitori di servizi alla persona, 10 professionisti, 16 commercianti, 4 operatori pubblici e privati nel settore alloggi turistico-ricettivo), attraverso l'esperienza diretta di un campione di 1.225 italiani, rappresentativo della popolazione residente. "Ne emerge - spiegano da Eures - una generalizzata denuncia della diffusione dell'evasione fiscale ed una contestuale forte richiesta di rafforzare l'azione di contrasto".

Così il 68,7% degli italiani è favorevole a trasformare l'evasione fiscale in reato penale: è quanto risulta dall'ultimo rapporto Eures. Solo il 18,3% sarebbe contrario a tale ipotesi (il 33% tra i lavoratori autonomi) e il 63,3% boccia l'azione del Governo in materia di contrasto all'evasione fiscale. Ancora più alta l'adesione del campione all'ipotesi di sospendere l'abilitazione ai professionisti che non rilasciano regolare fattura/ricevuta, che raccoglie ben l'80,3% dei consensi a fronte di appena il 9,9% di opinioni contrarie (il restante 9,8% si dichiara "né favorevole né contrario"); anche in questo caso una maggiore intransigenza è espressa dai lavoratori dipendenti, favorevoli con l'87,2% delle adesioni alla proposta, condivisa tuttavia anche dal 69,1% degli autonomi. Allo stesso modo il 76,7% dei cittadini intervistati condivide l'ipotesi di sospendere la licenza ai commercianti che non rilasciano scontrino o ricevuta (i contrari si attestano sull'11,9% e sull'11,4% gli "indecisi"), con percentuali che raggiungono il valore massimo dell'82,2% tra i lavoratori dipendenti (a fronte del 66,3% tra gli autonomi).

Una minore uniformità di vedute si rileva infine sull'ipotesi di premiare i cittadini che denunciano gli evasori, dove le diffuse resistenze emerse sembrano riguardare il rifiuto della "delazione", ovvero di una "società del sospetto" in cui i rapporti tra cittadini rischiano di avvitarsi in una pericolosa spirale involutiva; tale ipotesi, che pure riceve la maggioranza assoluta dei consensi (52%), vede infatti rispetto alle altre ipotesi considerate, una più consistente percentuale di contrari (29,2%), così come avviene per gli "indecisi" (18,8%).

Infine il 55% degli intervistati esprime un giudizio negativo sull'operato di Equitalia nel recupero crediti, mentre appena il 21% dichiara di apprezzarlo ed il 24% non esprime un giudizio di valore al riguardo (definendolo né positivo né negativo).

 Fonte: www.americaoggi.info

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