Eurozona, l’esposizione delle banche sui debiti sovrani
Una ristrutturazione del debito greco avrebbe un impatto non allarmante sugli istituti di credito. Un esempio lo fornisce un’analisi effettuata sulle banche francesi dal quotidiano Les Echos, secondo il quale, complessivamente, il costo per le banche sarebbe infatti di circa 1,2 miliardi di euro. E, “spalmata” su tutto il sistema finanziario, la cifra non risulta insormontabile.
Per il primo istituto transalpino, BNP Paribas, ciò si tradurrebbe in una diminuzione del ratio relativo ai fondi propri contenuta in soli 4 punti base (lo 0,04%). Un’inezia, considerando che il dato alla fine di marzo ha raggiunto il 9,5%. Lo stesso amministratore delegato Badouin Prot ha confermato che l’impatto sarebbe «significativo ma limitato». Si tratta, ovviamente, di simulazioni, ma la stima sulle banche francesi costituisce un importante dato di riferimento, dal momento che proprio tali istituti, insieme a quelli tedeschi, risultano quelli maggiormente esposti nei confronti del debito contratto da Atene. E se davvero l’impatto greco non sarà così duro, allora si potrà guardare con più ottimismo anche alla situazione del Portogallo, che proprio ieri ha accettato un aiuto internazionale da 78 miliardi di euro per evitare il tracollo. La stessa BNP, ad esempio, è esposta per 6,7 miliardi complessivi tra Grecia, Irlanda e Portogallo. Discorso ancora migliore per altre banche francesi, come Dexia, Société Générale e Crédit Agricole, che risultano ancora meno legate alle condizioni delle economie cosiddette “periferiche” dell’Eurozona.
Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, l’esposizione complessiva delle banche è diminuita del 22% tra il terzo ed il quarto trimestre dello scorso anno. ( Fonte: www.valori.it)