Elezioni europee, un`occasione di rinascita - di Alessandro Scipioni

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.barbadillo.it/wp-content/uploads/2014/01/basta-euro.jpg

Le elezioni francesi hanno  aperto la strada all’attendibilità della vittoria alle prossime elezioni europee di un fronte nazionalista. Disomogeneo, certo,  strutturalmente disarticolato è vero; ma senz’altro  la più interessante scommessa politica degli ultimi vent’anni. E’ vero che a livello europeo viene sempre più in mente la necessità di mandare avanti una linea comune di azione, e di superare risentimenti campanilisti o deliranti sciovinismi nazionali. Tuttavia sicuramente possiamo individuare cinque battaglie comuni sulle quali un fronte nazionale possa nascere anche in Europa.
Prima di tutto la critica all’euro. Questa moneta unica che sta distruggendo le economie nazionali ed impoverendo i popoli di molti stati. Una battaglia comune che riporti alla sovranità monetaria, magari non abbattendo l’Euro ma permettendo l’avvio di politiche di doppia circolazione della moneta. O , ancor meglio,  arrivare ad una rinegoziazione delle condizioni generali di questa moneta tesa ad instaurare una politica solidaristica in Europa.
La seconda ma non meno importante battaglia, riguarda la gestione del problema immigrazione. E’ una tematica che riguarda tutto il continente ì, la sua stessa esistenza e la sopravvivenza dei costumi dei Popoli europei. E qui dunque si potrebbe parlare chiaramente di difesa comune delle coste, una cittadinanza unica che non consenta ai singoli stati di accogliere un numero considerevole di immigrati che poi possano circolare negli altri. in questo appare chiaro che l’immigrazione di matrice islamica è palesemente inconciliabile con qualsiasi nostra cultura e che dunque vada respinta in blocco. Mentre potrebbero valutare politiche di integrazione per culture più conciliabili e meno minacciose per la nostra sopravvivenza.
Al terzo punto troviamo la necessità di una politica estera comune. La crisi pilotata dagli Usa in Ucraina ha reso evidente la necessità di avere una linea comune di azione, per non essere permanentemente schiacciati dalla prepotenza statunitense. Tale politica estera non potrà che basarsi sulla presa d’atto della costante incompatibilità tra gli interessi americani e quelli europei e sulla conseguente impellenza di rinegoziare qualsiasi trattato, alleanza o accordo che non sia funzionale agli interessi europei.
Al quarto posto troviamo una diretta conseguenza del terzo punto. Ossia se vi è necessità di una politica estera differente , vi è anche la necessità di una difesa comune. Non si potrà infatti pensare una Grande Europa senza una difesa adeguata. Costruire una guardia costiera europea, per sorvegliare le nostre coste, una marina ed una aviazione comune, un esercito europeo unico e soprattutto limitare la presenza europea all’estero ai soli interessi imprescindibili dell’Europa stessa. Questo porterebbe contemporaneamente sia al risparmio che al conseguimento di  una vera visione da grande paese.
L’ultimo punto riguarda sostanzialmente una seria di politiche tese a limitare l’imposizione del pensiero unico con leggi liberticide, o sovvenzioni comunitarie. Una vasta serie di argomenti che vanno dalle nozze gay all’eutanasia, non intesi come singole battaglie ma bensì come una unica lotta di difesa delle posizioni tradizionali dell’Europa contro le strategie dei gruppi di pressione.
Si tratta di cinque basi di inizio, non definitive e nemmeno totalmente risolutive dei problemi europei, ma vanno intese come cinque punti necessari alla creazione di una linea comune di tutti coloro i quali vogliono cambiare questa Europa dei banchieri e rivitalizzarne i popoli. Su queste basi si potranno poi costruire le fondamenta di qualcosa di ancora più grande.
- See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=23364#sthash.5m6hvPxq.dpuf

Pubblicità
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post