Edison, offerta d'acquisto ma senza premio

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.giornaledibrescia.it/polopoly_fs/1.947188.1320078264!/image/4245738436.JPG_gen/derivatives/proportional_490/4245738436.JPGOpa sì, ma senza premio. Edf non intende fare regali ai soci di minoranza di Edison e se, come appare, sarà costretta a promuovere un'offerta di acquisto sul flottante del gruppo, intende farlo pagando il meno possibile.

L'intesa raggiunta con i soci italiani di Edison per il riassetto, che consegnerà ai francesi il controllo di Foro Buonaparte, resta infatti condizionata al fatto che la Consob non chieda a Edf di pagare premi per rilevare le minorities, in totale un 20% del capitale, di cui un 10% detenuto dalla Carlo Tassara di Romain Zaleski. «Il completamento dell'operazione è in ogni caso soggetto alla conferma da parte di Consob circa l'applicabilità, in caso di Opa obbligatoria, della metodologia di determinazione del prezzo del titolo Edison pari alla media dei 12 mesi precedenti», si legge nella nota con cui A2A ha dato conto dell'intesa siglata giovedì scorso a Parigi, e che dovrà essere trasformata in un accordo puntuale entro il 30 novembre.

La normativa prevede che, in assenza di acquisti sul titolo nell'ultimo anno, il prezzo dell'Opa sia pari al prezzo «medio ponderato di mercato degli ultimi 12 mesi». Nel caso di Edison, ad ora, circa 0,85 euro per azione. E così la borsa ha subito preso le misure: il titolo ha perso il 3,53% a 0,82 euro.

Le "braccine corte" di Edf, oltre che ai piccoli soci, rischiano di far male alla Tassara che ha le azioni in carico a 1,49 euro. A meno di non accettare una minusvalenza di oltre 300 milioni, la holding di Zaleski dovrà rassegnarsi a tenere le azioni, sperando in tempi migliori. Un dilemma anche per le banche creditrici del finanziere (Intesa e Unicredit su tutte), che speravano nel riassetto Edison per incassare una parte importante dei 3 miliardi di debiti che gravano sulla holding.

Il tema dell'opa verrà affrontato dalla Consob quando Edf le presenterà l'operazione. Solo allora si saprà se la commissione ritiene che possano influenzare il prezzo gli acquisti a termine (eventuali) rappresentati dalle opzioni concesse a Delmi per smobilizzare, tra tre o cinque anni, il suo 30% di Edison. In ogni caso la posizione di Edf sembra essersi ammorbidita rispetto a una decina di giorni fa quando aveva detto di voler chiedere l'esenzione dall'opa, provocando uno scivolone del titolo e una richiesta di chiarimenti della commissione.

Intanto A2A ha commentato positivamente l'intesa con i francesi, che «rafforzerà significativamente la posizione» dei soci italiani «nel settore delle rinnovabili». L'accordo prevede la cessione a A2A e Iren delle centrali idroelettriche di Mese e Tusciano (640 megawatt), a Delmi di un'opzione di acquisto delle quote di minoranza di Edison nelle joint venture in Trentino e su 250 megawatt di eolico. Edison si rafforzerà nel gas rilevando, attraverso Edf, la centrale di Gissi di A2A ed eventualmente quella di Scandale (attarverso una "call" a tre anni). Foro Buonparte verrà gestita da Edf mentre Delmi vedrà garantito il suo investimento con la presidenza e un patto parasociale.

Edf e Delmi si danno un mese di tempo per trasformare l'intesa raggiunta a Parigi giovedì scorso in un accordo puntuale sulla "nuova governance" di Edison e per dettagliare le contropartite che andranno agli italiani nell'ambito riassetto del gruppo elettrico. Così il patto di sindacato è stato prolungato fino al prossimo 30 novembre.

Sabato si è riunito il Consiglio di Gestione di A2A, il più importante degli azionisti di soci Delmi, che ha approvato l'intesa di Parigi. «Il consiglio ha deliberato all'unanimità, tutto è filato liscio anche se c'è ancora della strada da fare», ha detto Zuccoli al termine di una riunione durata oltre due ore. Edf «ha preso atto dell'approvazione» da parte di A2A dei principi dell'accordo e ha concordato il prolungamento fino al 4 novembre del patto con gli italiani.(d.a.)( Fonte: www.gazzettadelsud.it)

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