" Economia a misura anche di stranieri" di Loretta Napoleoni
Quando le cose vanno male ce la prendiamo con gli stranieri, gli immigrati. È quello che succede in Italia dove la Lega attribuisce loro parte dei mali economici. Ma in Svizzera l'economia procede a gonfie vele...
Con un tasso di crescita del 2,6%, nel 2010 questo paese è stato insieme alla Germania uno dei pochi a non essere travolto dalla recessione. Allora perchè tanto accanimento contro i frontalieri e gli immigrati?
Non è facile rispondere a questa domanda. Sebbene tutti gli indicatori economici confermino il ruolo positivo che costoro rivestono per l'economia del Paese, da circa un anno imperversa in Ticino e nel resto del Paese una campagna anti frontaliere. A lanciarla è stato un gruppo su Facebook che ha postato una serie di accuse contro i 48 mila frontalieri italiani che lavorano in Svizzera. Si vuole far credere che la loro crescita - nell'ultimo decennio sono aumentati di un migliaio l'anno - aumenti il tasso di disoccupazione nazionale. Istituti di ricerca, banche ed economisti svizzeri sostengono invece il contrario: l'immigrazione in Svizzera infatti non è circoscritta ai lavori più umili, come succede in molti paesi europei, ma include lavoratori specializzati e professionisti. Senza questo influsso l'economia del paese soffrirebbe.
La paura che lo straniero ci tolga il lavoro è dunque infondata. Frontalieri ed immigrati sono anche fondamentali per la crescita economica. Le previsioni trimestrali sull'andamento dell'economia della Ubs e del Credit Suisse attribiscono al tasso d'immigrazione alto il perdurare in Svizzera di una domanda di consumi, incusi quelli durabili come le abitazioni, sostenuta. Se il Paese non è scivolato sulla buccia di banana recessiva è anche grazie alle braccia ed ai cervelli stranieri. Ed a conferma bastano le previsioni della spesa di consumi per il 2011, anno dove a causa dei problemi dell'economai mondiale il Pil svizzero crescerà soltato del 2%. L'inevitabile riduzione del tasso d'immigrazione porterà ad una contrazione del tasso di crescita dei consumi che nel 2011 sara' pari a 1,2% contro l'1,5% del 2010.
L'accanimento contro frontalieri ed immigrati, dunque, non trova alcun riscontro nell'economia, piuttosto sembra legato alla propaganda di alcuni gruppi ed all'ignoranza di chi crede alle loro parole. ( Fonte: www.caffe.ch)