È forse presto per parlare di emergenza ma quel che è certo è che le condizioni stanno cambiando. E il mercato, va da sé, potrebbe risentirne. Ne è convinto con ogni probabilità Jeffrey Gundlach, numero uno della società finanziaria DoubleLine Capital e ormai quasi ex investitore (sta riducendo le sue esposizioni) del comparto junk bonds, le cosiddette “obbligazioni spazzatura”. Il fatto, ha spiegato Gundlach a Bloomberg, è che “hanno spremuto tutto il dentifricio fuori dal tubetto” (non diremmo “raschiato il fondo del barile”) e il riferimento corre inevitabilmente agli effetti della politica espansiva della Fed. Una strategia che la banca centrale Usa sta ormai abbandonando con effetti potenzialmente pericolosi per molti comparti che da questa politica, in un modo o nell’altro, sono stati gonfiati. Esattamente ciò che starebbe accadendo oggi con i junk bonds.
Anni di politica espansiva, ricorda Bloomberg, hanno inondato il mercato di liquidità a basso costo inducendo gli investitori a cercare rendimenti più elevati. Parte del denaro, ad esempio, è finito nei mercati emergenti gonfiando le borse locali. Ma un ammontare non indifferente di dollari low cost è andato a ingrossare anche il comparto dei junk bonds con i loro rendimenti elevati (che sono misura del rischio e sono quindi conseguenza del basso livello di rating). La sensazione, a questo punto, è che la crescita dei rendimenti dei titoli di Stato Usa (i Treasuries) possa rendere più appetibili questi ultimi distogliendo l’attenzione degli investitori dal comparto delle obbligazioni junk.
Dalla fine del 2008 ad oggi, ricorda Bloomberg, i junk bonds hanno reso complessivamente il 148% attirando una massa di investimenti senza precedenti. Secondo i dati di Bank of America Merrill Lynch, il controvalore del comparto ammonta oggi a 1.970 miliardi d dollari, quasi due trilioni. Nel 2009 si viaggiava sotto i mille miliardi. Anche per questo l’ipotesi bolla resta più che plausibile. “C’è un rischio relativo ai tassi di interesse che al momento è semplicemente mascherato dall’afflusso di fondi che sta tenendo su i prezzi” ha commentato Gundlach.