Draghi pensa a tassi negativi - di Giuliano Augusto

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.lapennadellacoscienza.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/07/mario-draghi.jpgLe banche europee hanno ricevuto una barca di miliardi dalla Banca centrale europea. Mille miliardi in prestiti triennali al tasso di interesse dell'1%. Ma per Mario Draghi non è ancora sufficiente. La salute delle banche prima di tutto. E pazienza se quei soldi invece di essere utilizzati per fare crediti all'economia reale sono serviti per ricapitalizzarsi dopo il crollo delle proprie attività patrimoniali a causa di speculazioni e di investimenti andati a male. Banche che Draghi ha continuato ad aiutare tenendo bassi i tassi di interesse come quello di riferimento che continua a trovarsi allo 0,25%. Questa sua vicinanza al mondo della finanza è fisiologica, non per niente è stato per tre anni vicepresidente per l'Europa della Goldman Sachs, una delle banche d'affari e di speculazioni più deleteria per l'economia globale e che ha recitato un nefasto ruolo nelle vicende del nostro Paese. Fatta questa premessa, c'è da sottolineare che anche l'ex Goldman Sachs non si nasconde che la situazione dell'economia “reale” europea è grave e che è stato un errore grossolano, anche se voluto, quello di non vincolare quei prestiti agevolati al finanziamento dell'economia reale, quindi delle imprese e delle famiglie. L'economia europea infatti boccheggia e non si può pensare, in nome di una deteriore impostazione liberista, che si possa pensare sempre e comunque di incidere soltanto sul costo del lavoro, rendendolo più precario e flessibile, per aumentare la competitività delle imprese. Da qui, l'ultima uscita. “Se la situazione dovesse richiederlo – ha sostenuto - qualsiasi strumento potrebbe essere utilizzato, anche i tassi negativi sui depositi”. Nell''intervista, che è stata rilasciata al quotidiano svizzero Neue Zurcher Zeitung, il presidente della Bce ha sottolineato la disponibilità di risorse per l'istituto centrale, il cui uso dipenderà dallo scenario futuro. Se i mercati del denaro dovessero fermarsi, la Bce reagirà in maniera completamente diversa che se ci fosse un rallentamento dell'economia (reale). I tassi ai quali ha fatto riferimento Draghi sono quelli che le banche detengono presso la Bce. E più precisamente presso il cosiddetto Eurosistema che è formato dalla Bce e dalle banche centrali dell'Eurozona. A maggio dell'anno scorso tali fondi ammontavano ad una cifra tra i 370 e i 400 miliardi di euro. Ma apporre tassi negativi non comporterà che le banche saranno obbligate a prestare soldi all'economia. In realtà quei soldi depositati presso l'Eurosistema generalmente sono tutt'altro che fermi ed inoperosi ma al contrario girano in quelle che sono delle vere e proprie stanze di compensazione tra banca e banca. Ed un tasso negativo potrebbe semplicemente spingere la banca in questione a cambiare il tipo di investimento e a comprare, ad esempio, dei titoli di Stato. C'è poi un altro aspetto da tenere presente ed è il fatto che quei fondi sono soprattutto tedeschi e francesi e di altri Paesi dalle finanze “virtuose” come Lussemburgo e Finlandia. Si è creato e si è rafforzato infatti negli ultimi anni, in parallelo con il diffondersi della crisi, un sistema bancario divaricato nell'Eurozona. Esso vede i Paesi del Nord Europa con un eccesso di liquidità, depositata in buona parte presso la Bce, e i Paesi dell'area Sud che registrano al contrario un fabbisogno che viene coperto per lo più con i prestiti ricevuti dall’Eurosistema. Una divaricazione accentuata dal fatto che le banche del Nord non prestano soldi alle banche del Sud che in tal modo continua nel suo declino economico. Di conseguenza l'annuncio di Draghi è stato fatto soltanto per attribuirsi una immagine di banchiere che difende tutti i Paesi dell'Eurozona, l'economia reale e i cittadini. Ma la realtà è ben diversa. E l'ex Goldman Sachs lo sa molto bene. - See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=22905#sthash.H4Agwfig.dpuf

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