Dopo gli aiuti alla Spagna restano i dubbi anche sull’Italia

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://www.americaoggi.info/files/imagecache/home_primo_piano/files/Eurogruppo_1339508297.jpgL'accordo dell'Eurogruppo per aiutare le banche spagnole chiude un capitolo, quello aperto dalle difficoltà della finanza iberica, ma ne apre un altro, rappresentato dai nuovi timori sul debito pubblico di diversi Stati, Italia in testa, come testimoniato dall'ondata speculativa che ha colpito Piazza Affari. Ma da Bruxells, nonostante le Borse azzerino a fine giornata l'avvio positivo, si cerca di rassicurare sugli effetti del nuovo paracadute iberico: "E'un buon risultato non solo per la Spagna, ma per tutta l'Europa" e "porta benefici anche all'Italia".

La disponibilità dell'Eurogruppo "fino a 100 miliardi" per le banche spagnole consente "di rispondere anche agli scenari peggiori", dichiara il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, che denuncia comunque i gravi squilibri delle economie di Francia e Italia, che continua a perdere competitività. Ma l'intesa, strappata sabato sera dopo un lungo braccio di ferro all'Eurogruppo, lascia uno strascico di dubbi in particolare sulle modalità e le condizioni, non ancora chiarite. Secondo i termini sottoscritti, i prestiti verranno elargiti dal Fondo salva-stati Efsf e Esm (che lo dovrebbe sostituire dal prossimo primo luglio).

I paesi molto indebitati, ma anche la Germania e la Commissione Ue, preferiscono l'ipotesi Esm, in quanto Eurostat non contabilizzerebbe i prestiti nei debiti nazionali, come avverrebbe invece nel caso di un ricorso all'Esfs, con un aggravio per l'Italia di circa 20 miliardi. L'ipotesi Esm si scontra però con i ritardi nel processo di ratifica del nuovo statuto (che rendono improbabile il suo avvio nei tempi auspicati), ma anche con altre considerazioni: lo status di creditore privilegiato di cui gode l'Esm potrebbe costituire un deterrente per gli investitori privati, facendo salire ancora di più i rendimenti dei Bonos. I nodi saranno sciolti entro il 21 giugno, al prossimo Eurogruppo, quando la Spagna presenterà ufficialmente la richiesta di aiuti, quantificandoli: 60 miliardi, secondo indiscrezioni, sui quali verrebbe applicato un tasso tra il 3% e il 4%. Le condizioni saranno definite da Commissione Ue in accordo con la Bce, il Fmi e l'Eba. "Ci sarà un memorandum di impegni e il governo di Madrid dovrà firmarlo", ha detto il portavoce di Rehn, Amadeu Altafaj. "Ovviamente ci saranno delle condizioni, perché chi dà danaro non lo fa mai gratis e vuole sapere che uso se ne fa", ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue per la Concorrenza, lo spagnolo Joaquin Almunia. Mentre per diversi analisti, la zona euro sta solo prendendo tempo, Bruxelles mantiene il punto sui benefici dell'intesa: "le decisioni prese per la Spagna beneficiano anche l'Italia", hanno indicato oggi fonti europee.

"La cosa migliore per l'Italia per superare le tensioni è la risposta che viene da Roma ed il governo italiano ha chiaramente l'intenzione di costruire misure per rafforzare la fiducia", hanno aggiunto le fonti.

Da Varsavia è giunto l'incitamento del presidente Giorgio Napolitano, secondo il quale "l'Italia sta risolvendo i suoi compiti" e l'accordo sulla crisi bancaria in Spagna "é molto positivo". E dopo quello del G7, è giunto anche il plauso degli Usa, che hanno elogiato l'impegno della Ue per rafforzare la rete di protezione dell'Europa. "Le sfide da affrontare sono immense", ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Carney.

Elogi sono arrivati anche dalla Cina che chiede però all'Europa "altre decise misure per la salvaguardia della stabilità a lungo termine della regione". Per la Germania non ci sono dubbi: "l'Europa dimostra che è in grado di gestire la crisi". Ma proprio da Berlino arriva un impulso a fare passi in avanti.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che al vertice Ue di fine giugno chiederà l'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin tax). E da Strasburgo Rehn ha incalzato sull'Unione finanziaria. "È un obiettivo a breve", ha detto il commissario. Tutti gli occhi restano poi puntati su Atene, dove con le elezioni di domenica si giocherà l'ultima partita per decidere se la Grecia resterà nell'euro. Si sta con il fiato sospeso e si moltiplicano piani di emergenza. L'ultimo - rivelato dalla Reuters - prevede controlli alle frontiere sui movimenti di capitale e limiti al ritiro di contanti dai bancomat.

Fonte: www.americaoggi.info

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