Detrazioni per figli a carico: novità 2013
Delle novità fiscali per il 2013 abbiamo già parlato in questo articolo, ma alcune di esse meritano un approfondimento. Partiamo con le nuove e maggiorate detrazioni per figli a carico, in vigore dal 1° gennaio 2013 e che incidono positivamente già sulle buste paga dell’anno in corso, mentre chi percepisce redditi da lavoro autonomo ne osserverà i benefici in sede di compilazione del modello Unico 2014 per i redditi relativi al 2013.
- Figli a carico
Un figlio è considerato fiscalmente a carico se non ha percepito nel corso dell’anno un reddito superiore ad euro 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili, ricomprendendo nel reddito imponibile anche il reddito dell’abitazione principale e delle inerenti pertinenze. Insomma parliamo dei figli non economicamente autonomi.
- Nuove detrazioni
La legge di stabilità 2013 prevede un incremento delle detrazioni per figli a carico che passano da 900 a 1.220 euro per i figli con meno di tre anni e da 800 a 950 euro per quelli di età pari o superiore a tre anni. Inoltre, la maggiorazione spettante per i figli portatori di handicap sale da 220 a 400 euro. Si tratta di importi teorici che decresceranno al crescere del reddito percepito dal genitore; per semplificare diciamo che con un solo figlio e 10.000 euro di reddito la detrazione effettiva sarà pari a 850 euro. In sostanza per ciascuna famiglia le detrazioni andranno a variare in base a:
- reddito;
- età dei figli;
- numero di figli;
- eventuali handicap.
- Tabella riepilogativa
| Figli a carico | Minori 3 anni | Maggiori 3 anni | Minori di 3 anni portatori handicap | Maggiori di 3 anni portatori handicap |
| 1 | 1.220 euro | 950 euro | 1.620 euro | 1.350 euro |
| 2 | 1.220 euro | 950 euro | 1.620 euro | 1.350 euro |
| 3 | 1.220 euro | 950 euro | 1.620 euro | 1.350 euro |
| 4 e oltre | 1.420 euro | 1.150 euro | 1.820 euro | 1.550 euro |
- Ripartizione fra genitori
Le detrazioni per figli a carico devono essere essere ripartite al 50% tra entrambi i genitori, in alternativa, e previo accordo, è possibile attribuirle interamente al genitore che ha il reddito più elevato. In quest’ultimo caso si riesce a prevenire quel fenomeno denominato “incapienza” in base al quale non si riescono a sfruttare interamente le detrazioni perché uno dei due coniugi ha un ridotto debito IRPEF.
Fonte: www.6sicuro.it
Autore: Michela Calculli
Dagli studi professionali tra Milano e Torino al blog personale, passando per un'esperienza televisiva che ha segnato la svolta. Tre grandi passioni: la scrittura, il fisco, la semplicità. Meglio nota in Rete come @mammaeconomia, sempre in equilibrio tra famiglia e professione tra comunicazione e aggiornamento fiscale.