" Deputato, acchiappa il rimborso e scappa" di Mario Sommossa

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

http://m.ruvr.ru/data/2013/02/06/1337543096/734126_73622698.jpgQuando in Ungheria, nel 1991, si sarebbe votato per la prima volta dopo la caduta del sistema comunista, si decise che ad ogni partito che si sarebbe presentato al giudizio degli elettori sarebbe stato anticipato un contributo alle spese della campagna elettorale.

Si voleva cosi’ favorire la partecipazione di nuovi partiti. Solo alcuni partiti riuscirono ad ottenere il consenso sufficiente per avere deputati in parlamento. L’ispiratore di una di queste liste non volle però attendere il responso delle urne e nemmeno sprecare i soldi ricevuti per una campagna elettorale che probabilmente non gli avrebbe arriso: dopo avere illuso un po’ di sodali incasso’ l’anticipo e fuggì all’estero.

Anche in Italia i rimborsi elettorali non mancano, e sono ben sostanziosi, ma vengono elargiti soltanto dopo il voto e solo ai partiti che ottengono degli eletti. Chi punta a quel danaro deve quindi non solo presentarsi, ma anche attirare un qualche consenso significativo. Se otterrà almeno un parlamentare, il rimborso sara’ assicurato e quel che si fara’ dopo potrebbe anche non piu’ interessare. A provarci sono state 215 liste, anche se solo 169 hanno passato il vaglio dell’ufficio elettorale presso il Ministero degli Interni. Se non si tratta di un gruppo politico già presente in parlamento o nei consigli regionali, devono presentare un certo numero di firme di cittadini a supporto della lista.

Nel frattempo possiamo gia’ goderci i loro simboli ed i loro nomi, anche se dovremo aspettare per poter soddisfare la curiosita’ di conoscere i loro affascinanti programmi.

E’un peccato che, probabilmente, non passerà il “Movimento bunga bunga” perché già si sono riscontrate irregolarità proprio nelle firme raccolte che comprendevano quelle di alcuni ignari cittadini, alcuni perfino residenti all’estero. Non è la prima volta che questo succede - Formigoni docet – ma l’esclusione del “Movimento” è un peccato, perche’ il suo programma doveva essere certo molto interessante. Per fortuna possiamo pero’ immaginare la proposta della lista “Dimezziamo lo stipendio ai politici”, anche se più oscuro resta quello del partito “Io non voto”. Come farà chi dichiara e sottoscrive di non voler votare a presentarsi ai seggi? E una volta in loco, cosa fara’?

Meno dubbi suscitano, invece, altri simboli, anche se qualche domanda resta.

Per esempio, come sara’ l’Italia del partito “Democrazia atea”? Sara’ molto diversa da quella che possono volere gli agnostici o i più moderati laici? E i seguaci di “Noi consumatori-movimento antiEquitalia” vorranno solo sostituire l’Ente con un’altra organizzazione o auspicano il totale abbandono della riscossione delle tasse? E “Rivoluzione civile” si contrapporrà ad una rivoluzione incivile o ad una rivoluzione militare? Non è finita: “Amnistia, giustizia e libertà” ritiene forse che giustizi a si faccia solo mettendo in libertà i detenuti attraverso una amnistia? E “Moderati italiani in rivoluzione” vuole magari una rivoluzione soft da contrapporsi ad una rivoluzione estremista come i filmini porno-soft all’italiana si contrapponevano a quelli più smaccatamente pornografici?

Per fortuna che c’è anche chi ci tranquillizza: Magdi Allam, già cittadino libico (e musulmano, convertitosi pubblicamente al cristianesimo con l’ausilio dell’esponente di Comunione e Liberazione Maurizio Lupi), non ha ritenuto sufficiente essere già deputato italiano al parlamento europeo nelle liste dell’UDC (dopo aver invano corteggiato Forza Italia) ed ha voluto ribadire i suoi sentimenti per il nostro Paese attraverso la formazione di un nuovo partito “Io amo l’Italia – Magdi Cristiano Allam”. Chissà se l’Italia amerà M.Cristiano Allam?

Infine, ci conforta la presenza della ormai famosa lista “Pensionati”. Fondata anni addietro da un tal Fatuzzo, più volte europarlamentare nelle liste di Forza Italia, e’ oggi guidata dalla figlia del fondatore, gia’ consigliera regionale. Cio’ che, purtroppo, non si conosce, oltre a quanti anni abbia effettivamente lavorato il padre prima di essere politico, e’ quale lavoro abbia mai fatto la figlia al di fuori della collaborazione con l’augusto genitore. Pensiamo pero’ che possa essere diventata “pensionata” almeno ad honorem.

Anche nelle tre regioni dove si vota per il Governo locale la fantasia non manca e le allusioni al “popolo” o ad antipartitiche liste civiche abbondano. In Lombardia vediamo, ad esempio, un partito “Etico a sinistra”, un “Centro popolare lombardo”, un “Patto civico” e perfino una “Alleanza ecologista”.

Nel Lazio un “Centro democratico”, un “Movimento cittadini e lavoratori”, una “Rete dei cittadini”. Ma abbiamo anche una lista la “Lista civica per Bongiorno presidente” che, a causa del nome della candidata, l’on. Giulia Bongiorno evoca involontariamente il titolo di una trasmissione a reti unificate, “Buongiorno Presidente”,che il presidente venezuelano Chavez teneva ogni settimana. Sempre nel Lazio, prendiamo atto che lo sport della “scissione continua” non e’ piu’ esclusiva della estrema sinistra: anche la destra ha cominciato a cimentarvisi se i pochi elettori di quello schieramento sono obbligati a scegliere tra “ Forza nuova”, “Casapound”, “La destra “, “Lista civica Storace”, “Fratelli d’Italia” e “Fiamma tricolore”.

Nel Molise, infine, i cittadini soffrono probabilmente di crisi di identità o di sonnolenza se i propositori han dovuto presentare simboli come ”Rialzati Molise”, “Fare Molise”, “Progetto Molise”, “Unione per il Molise”, “Noi per il Molise” e “Democratici per il Molise”.

Peccato che non si voti in Toscana. Conoscendo noi italiani l’arguzia e la capacità dissacratoria di quei cittadini che parlano con la “c” aspirata chissà cosa avrebbe potuto inventare la loro fantasia. Aspetteremo!
Fonte: http://italian.ruvr.ru/2013_02_06/Deputato-acchiappa-il-rimborso-e-scappa/
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