" Della Valle vs Geronzi: regole e scatti in avanti " di Francesco De Palo

Pubblicato il da borsaforextradingfinanza

Una visione personalistica della conduzione aziendale. Per un leader che ha fatto ormai il suo tempo e non è più adeguato al mercato finanziario del terzo millennio. Non si parla di Silvio Berlusconi, almeno per una volta, ma del Presidente di Generali, Cesare Geronzi. E a pronunciare quelle parole non sono concorrenti tacciati di fare il controcanto, ma illustri esponenti della finanza italiana, Leonardo Del Vecchio patron di Luxottica e Diego Della Valle numero uno di Tod’s. E in un contesto in cui si cerca di allontanare un possibile ingresso del Premier in Rcs.

 

“Le mie dimissioni? – spiega Del Vecchio dopo la nota contro Geronzi di Della Valle- Non c’entrano niente con Geronzi, anche perchè non è che conti molto ormai. È senza potere, non ha nessun potere. Che Geronzi stia antipatico a tanti può darsi ma in questo caso non c’entra”. Del Vecchio solo una settimana fa è uscito di fatto dal consiglio di amministrazione della compagnia di Trieste, pur rimanendone azionista con l’1,9%. In merito alla questione societaria, con gli assetti interni legati alla governance, ha evidenziato che il management di fatto è ormai a capo dell’azienda, e “non possono scaricare la colpa sugli altri”. Ponendo l’accento, un attimo dopo aver terminato il Cda di Luxottica, sul fatto che avendo in mano il potere, hanno oggettivamente la possibilità di realizzare ciò che decidono. Come dire, la responsabilità è di chi guida l’autovettura, e non è il passeggero a decidere la destinazione finale. In quelle righe vergate da Della Valle, Geronzi era stato accusato di avere deluso circa la questione delle deleghe “prendendo posizione su argomenti che non gli competono e ancora una volta creando confusione sull'informazione”. Aggiungendo che non contano i rapporti personali nel Cda ma “il rispetto che si deve avere della governance di Generali, del suo Cda e dei suoi amministratori”. Una sorta di excusatio non paetita.

 

Ma la partita che si gioca all’orizzonte, potrebbe riguardare, in parte, per nulla o in toto, il Corriere della Sera, sul quale lo stesso Della Valle in un’intervista esclude un possibile ingresso in Rcs di Silvio Berlusconi: “Non ci credo e non sarà possibile. Se c’è il libero mercato ognuno giocherà la sua partita. E noi ci saremo”. Ma è ciò che il patron di Tod’s ribadisce su via Solferino che merita attenzione: “Non è una signora che aspetta alla fermata del tram, è una bellissima azienda che ha 18 azionisti per bene”. Sbarrando la strada all’eventualità che quote importanti possano in qualche modo giungere sul mercato, e questo perché esiste “un patto di sindacato che tutti noi rispettiamo”. Sembrerebbe una sorta di presentazione di nuovi concorrenti pronti a partire dal traguardo dei cento metri, con sullo sfondo non una medaglia da appuntarsi al petto. Ma, prima ancora, una doppia visione della finanza e delle opportunità future: tra impulsi personalistici e salvaguardia delle regole. ( Fonte: www.ilfuturista.it)

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