Danimarca, l'authority studia nuove norme per le banche
L'Autorità di supervisione finanziaria danese scende in campo: e mette sotto esame la condotta delle banche locali, che negli ultimi anni avrebbero approfittato delle scappatoie concesse dalla legge in modo da sembrare in condizioni finanziarie migliori rispetto alla realtà.
Il sistema bancario del Paese nordico versa in una situazione critica ormai da diversi mesi. A partire dalla crisi globale del 2008 sono falliti 11 istituti di credito: nove di essi sono stati nazionalizzati, mentre gli altri due sono stati acquisiti da banche più solide. E la crisi non sarebbe ancora finita: secondo un rapporto di Standard & Poor's diffuso a giugno, sarebbero a rischio altre 15 banche. Cosa che non può che preoccupare gli investitori, ma anche gli stessi risparmiatori: infatti il governo ha deciso di fornire una garanzia per i depositi solo fino a un massimo di 100 mila euro.
A questo punto l'Autorità di supervisione finanziaria è stata obbligata a intervenire, secondo quanto ha dichiarato il suo direttore generale Ulrik Noedgaard. Innanzitutto, sempre rimanendo nell'alveo degli standard internazionali, imporrà ulteriori paletti ai metodi utilizzati dalle banche per render conto delle proprie perdite. Finora, infatti, alcuni istituti (soprattutto di piccole e medie dimensioni) avrebbero infatti adottato quello che è stato definito «un approccio ottimistico», delineando una situazione che si discostava dalla realtà. Non sono ancora stati diffusi i dettagli delle nuove norme più restrittive che ora sono al vaglio. Ma se fossero già state in vigore in passato, assicura Noedgaard, i fallimenti di Amagerbanken e Fjordbank Mors (rispettivamente nel febbraio e nel giugno di quest'anno) sarebbero stati molto meno traumatici. ( Fonte: www.valori.it)