Danimarca, il governatore Bernstein getta acqua sul fuoco
Dopo due giorni di paura, il governatore della banca centrale danese, Nils Bernstein, ha deciso di gettare acqua sul fuoco. In un comunicato diffuso a 48 ore dal fallimento di Fjordbank Mors - istituto di credito che nel weekend è stato rilevato dalla Finansiel Stabilitet, compagnia pubblica responsabile di acquisire i gruppi che dichiarano default - il dirigente ha spiegato che il sistema bancario della nazione scandinava è ben consolidato. E che ulteriori sforzi sono stati effettuati per ridurre la vulnerabilità del settore.
«Le circostanze nelle quali si è trovata la Fjordbank sono state sfortunate. Il suo caso sarà gestito in modo corretto e ordinato», ha spiegato il governatore, che spera in questo modo di far tornare il sereno tra gli investitori, che nei giorni scorsi hanno fatto tremare numerosi istituti di credito quotati in Borsa. Il pericolo principale è che anche le altre banche europee comincino a guardare con poca fiducia alla Danimarca, rendendo in tal modo difficoltoso l’accesso al credito interbancario.
Si tratta della seconda volta che lo Stato danese è costretto a rilevare un gruppo che dichiara di non riuscire più ad andare avanti. Nello scorso febbraio, a dichiarare il proprio fallimento fu la Amagerbanken: in quel caso il crollo provocò forti preoccupazioni negli investitori e negli analisti. Tanto che Moody’s Investor Service tagliò il rating di numerose banche danesi.
In entrambe le occasioni, si è fatto ricorso alle regole contenute nel cosiddetto Bank Package 3, ovvero un sistema che assicura ai consumatori la continuità dei propri business anche in caso di crack da parte di un istituto.
Bernstein ha comunque sottolineato che il sistema bancario del suo Paese è ancora in una fase di aggiustamento, e che sarà necessario, per i gruppi che presentano problemi, operare una stabilizzazione attraverso aggiustamenti di bilancio o fusioni. ( Fonte: www.valori.it)